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11 Giugno 2026

Trasformazione di un attico a Edgecliff: l’arte di Shona McElroy

Un attico a Edgecliff, Sydney, è stato trasformato in una dimora sofisticata e luminosa dall'interior designer Shona McElroy.

Trasformazione di un attico a Edgecliff: l'arte di Shona McElroy

In un angolo di Edgecliff, a Sydney, un attico degli anni Venti ha trovato nuova vita grazie all’interior designer Shona McElroy dello studio Smac. Questo progetto, battezzato Mirrorball, è un esempio di come un appartamento problematico possa essere trasformato in una dimora sofisticata e luminosa.

L’edificio, in stile Spanish Mission, è un tributo all’architettura coloniale spagnola e mediterranea, molto popolare in Australia negli anni ’20 e ’30. Shona McElroy è stata attratta dal carattere architettonico e dalla posizione privilegiata dell’appartamento, situato in una zona con strade alberate, passeggiate lungo l’acqua e vicina al suo studio.

La ristrutturazione: da buio a luminoso

La prima decisione cruciale è stata modificare completamente la planimetria. La cucina originaria, posizionata nella parte posteriore dell’appartamento, è stata spostata nella parte anteriore per sfruttare al meglio la luce naturale e la vista. Questo intervento ha permesso di creare un’abitazione con tre camere da letto, due bagni, un ingresso indipendente e un’ampia zona giorno, il tutto in meno di 100 metri quadrati.

“Avevamo bisogno che ogni millimetro dell’appartamento fosse sfruttato al massimo”, spiega Shona. La ristrutturazione non ha comportato l’aggiunta di metri quadrati, ma una riorganizzazione dello spazio esistente per renderlo più naturale, luminoso e confortevole.

L’ingresso: un momento di arrivo

Una delle scelte più interessanti è stata quella di creare un vero e proprio ingresso. Dove prima l’ingresso era poco definito, ora ci sono un tavolino vintage, una lampada a sospensione in bronzo e una piccola scenetta di benvenuto. Per Shona, tutte le case, anche le più piccole, dovrebbero avere “un momento di arrivo”.

Gli specchi: il trucco per far entrare più luce

Se c’è un elemento che caratterizza questo progetto, è l’uso degli specchi. Non compaiono come semplici elementi decorativi isolati, ma come grandi superfici architettoniche che ricoprono intere pareti. Shona li ha posizionati in tre zone chiave: l’ingresso, la sala da pranzo e il soggiorno. La loro funzione è chiara: riflettere la luce naturale, raddoppiare visivamente la vista e far sembrare l’appartamento più spazioso di quanto non sia in realtà.

La strategia funziona particolarmente bene perché l’abitazione è esposta a nord, orientamento molto apprezzato in Australia per la qualità della luce. Le ampie vetrate del soggiorno ricevono molta luce e gli specchi si occupano di convogliarla verso le zone più interne. Anziché diventare un elemento di richiamo, quasi scompaiono. Come spiega la stessa interior designer, quando si è all’interno “non li si percepisce come un elemento decorativo”; ciò che si nota è che lo spazio respira meglio.

Un tocco parigino a Sydney

Sebbene l’attico si trovi a Sydney, l’ispirazione estetica guarda chiaramente a Parigi. Shona desiderava una casa tranquilla, elegante e con un certo senso di grandiosità. Per ottenere questo risultato, ha inserito cornici, modanature, battiscopa generosi, pavimenti in legno a spina di pesce e una palette di colori caldi che avvolge pareti, soffitti e infissi.

L’interior designer ammette che, nella sua casa, cercava un ambiente più sereno rispetto a molti dei suoi progetti professionali, dove i suoi clienti tendono a puntare maggiormente sul colore. Qui voleva tranquillità, ma non una casa impersonale. Per questo la base è neutra, ma compaiono accenti di rosa, bordeaux, verde, blu e tonalità gioiello che conferiscono carattere senza rompere l’armonia.

L’abitazione dialoga anche con l’architettura originale dell’edificio. Shona spiega che il progetto tende verso uno stile più classico proprio perché l’edificio degli anni Venti lo richiedeva. Se avesse progettato una casa nuova da zero, forse non avrebbe scelto un’estetica così classica. Ma qui le modanature, gli archi e i materiali pregiati sembrano una naturale continuazione del carattere dell’edificio.

Dettagli che fanno la differenza

L’elemento più spettacolare della cucina è l’isola in marmo Calacatta Verde. La pietra presenta venature nei toni del bordeaux, del ruggine, del verde e di un blu quasi turchese, che conferiscono movimento e personalità a una casa dominata dalla serenità.

L’illuminazione è un altro dei temi principali del progetto. Shona ha scelto lampade italiane in vetro di Murano, una delle sue passioni. Nella sala da pranzo, due lampade rosa a cascata creano una luce calda su entrambi i lati del tavolo. In cucina e in salotto compaiono pezzi di Murano rostrato, con quelle caratteristiche punte di vetro che conferiscono un tocco scultoreo. Nel bagno principale, un applique Poliedri funge quasi da gioiello luminoso.

L’equilibrio tra pezzi unici e oggetti trovati a prezzi accessibili è stato fondamentale nella ristrutturazione. Shona ammette che una delle sfide principali è stata quella di non spendere troppo, dato che non considera questo appartamento la sua dimora definitiva. Per questo ha scelto alcuni elementi di spicco, come l’isola in marmo, e li ha abbinati a mobili vintage, acquisti di seconda mano e pezzi trovati all’asta, come il tavolo da pranzo in marmo.

Mirrorball è una casa profondamente personale, ma senza cadere nel letterale. Shona McElroy ha integrato alcuni elementi legati al suo lavoro — come le maniglie frutto della sua collaborazione con Lo & Co o un tappeto blu di Hali proveniente da una delle sue collezioni — insieme a opere d’arte che celebrano momenti importanti della sua carriera.

Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.