L’ultimo rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea sta cambiando le carte in tavola per chi deve scegliere un mutuo. Con l’Euribor in ascesa, il tasso variabile diventa sempre meno conveniente, spingendo molti a valutare l’opzione del tasso fisso.
Ma cosa significa davvero questo cambiamento per le famiglie e le imprese? E quali sono le migliori strategie per proteggere il proprio finanziamento? In questo articolo, esploriamo le implicazioni del nuovo scenario dei tassi e forniamo consigli pratici per chi deve scegliere o rinegoziare un mutuo.
L’impatto del rialzo dei tassi sui mutui
Il recente aumento dei tassi di interesse ha un impatto immediato sulle rate dei mutui a tasso variabile. Secondo le analisi, un finanziamento standard da 126mila euro in 25 anni ha visto la rata salire da 578 euro a gennaio a 614 euro a settembre, con un ulteriore aumento previsto a 631 euro entro fine anno.
La traiettoria prevista per i prossimi mesi è ancora più preoccupante: a giugno 2027, la stessa rata potrebbe raggiungere 651 euro, con un aumento complessivo di 73 euro rispetto a gennaio 2026. Questo scenario rende il tasso fisso un’opzione sempre più interessante, soprattutto per chi cerca stabilità e protezione da ulteriori rialzi.
Fisso vs variabile: il confronto
Le migliori offerte a tasso variabile partono da un Tan del 2,65% con una rata di 575 euro. Il tasso fisso, invece, parte dal 3,15%, con una rata di 607 euro, circa 32 euro in più. Tuttavia, la differenza resta contenuta, mentre il variabile è esposto alla possibile risalita dell’Euribor.
Le banche stanno contenendo gli spread per mantenere competitive le offerte a tasso fisso, rendendole un’opzione sempre più attraente. Inoltre, il tasso fisso protegge da ulteriori aumenti, offrendo una maggiore stabilità nel medio periodo.
Le strategie per le imprese
Non sono solo le famiglie a essere colpite dall’aumento dei tassi. Anche le imprese devono fare i conti con costi finanziari più elevati. A luglio, il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle società non finanziarie era al 3,79%, con un aumento previsto oltre il 4,4%.
Per le imprese, la strategia migliore è ridurre l’esposizione al variabile, fissando o coprendo il costo del debito almeno per la parte più esposta ai rialzi. Strumenti come interest rate swap e cap possono essere utili per gestire il rischio di tasso.
In un contesto di incertezza, la scelta del tasso fisso può offrire una maggiore tranquillità, proteggendo il proprio finanziamento da ulteriori aumenti e garantendo una rata stabile nel tempo.



