Il 18/06/2026 è emersa una variazione significativa rispetto alla versione finale annunciata del Piano Casa: l’emendamento che prevedeva la costituzione del Patrimonio Casa presso Cassa Depositi e Prestiti (CDP) non è stato inserito nel testo votato dalla Commissione Ambiente della Camera per l’esame in Aula. Questa modifica non cancella automaticamente l’operazione, ma sposta il percorso legislativo: l’obiettivo ufficiale resta quello di utilizzare risorse del PNRR per l’housing socialecon possibile riallocazione fino a 1,2 miliardi di euro.
Meccanica proposta dell’intervento e dotazione iniziale
L’emendamento presentato dai Relatori introduceva un patrimonio destinato all’abitare sociale da costituire presso CDP ai sensi dell’articolo 2447-bis del Codice civile. La dotazione iniziale prevista era di 10 milioni di euro distribuiti nel biennio: 5 milioni per il 2026 e 5 milioni. Questi stanziamenti erano pensati come capitale iniziale per dare avvio al veicolo e predisporre l’architettura giuridico-finanziaria necessaria ad accogliere risorse aggiuntive.
Nel testo, la misura autorizzava il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) a trasferire a CDP le somme attraverso apporto di capitali, previa deliberazione del Consiglio di amministrazione di CDP e informativa all’assemblea dei soci. L’obiettivo operativo era di sostenere progetti di edilizia socialerecupero, rifunzionalizzazione, sostituzione edilizia, riqualificazione energetica e rigenerazione urbana abitativa.
Fonti delle coperture e rimodulazione degli stanziamenti
La copertura dei 5 milioni per il 2026 sarebbe stata ottenuta mediante una riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista dal DL 73/2026 destinata ai programmi connessi alla realizzazione del lotto Battipaglia-Romagnano della linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria. I 5 milioni sarebbero stati finanziati con una riduzione del fondo speciale di conto capitale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attingendo a un accantonamento riferito al MIT. L’emendamento prevedeva inoltre la rimodulazione di alcune voci di spesa collegate al triennio di realizzazione della linea ferroviaria.
Risorse PNRR: fino a 1,2 miliardi ma con condizioni
La parte più rilevante della proposta era la possibilità di trasferire a CDP ulteriori risorse del PNRR nell’ambito della sua revisione finale. In concreto, la misura avrebbe potuto accogliere fino a 1,2 miliardi di euro1 miliardo destinato a interventi di housing con focus su efficientamento energetico e 200 milioni per l’edilizia residenziale pubblica, destinati a far scorrere le graduatorie per le case popolari.
Questo trasferimento rimane subordinato all’approvazione della rimodulazione del PNRR da parte delle istituzioni europee. Per tale motivo la dotazione immediata era limitata e la norma avrebbe definito l’architettura del veicolo in vista dell’eventuale arrivo dei fondi PNRR, stabilendo criteri di investimento, durata e strumenti operativi.
Modalità di impiego e vincoli operativi
Il Patrimonio Casa avrebbe potuto operare sia direttamente sia tramite sottoscrizione di quote di comparti dedicati o classi di quote in fondi immobiliari già costituiti da CDP o da società controllate. La governance sarebbe stata definita da una convenzione tra MIT, CDP e le società di gestione del risparmio immobiliare controllate da CDP, con clausole su trasferimento delle risorse, periodo di investimento, criteri di selezione degli interventi, obblighi informativi e monitoraggio dello stato di avanzamento.
Significativamente, l’emendamento precisava che non sarebbero state previste garanzie pubbliche di rendimento né meccanismi obbligatori di copertura delle perdite a carico di CDP; eventuali proventi per il Ministero sarebbero stati reinvestiti nel patrimonio seguendo criteri di rotatività, mentre risorse residue a scadenza sarebbero rientrate nel bilancio dello Stato.
Altri emendamenti collegati al Piano Casa e stato dell’iter
Oltre al Patrimonio Casa, i Relatori avevano proposto ulteriori modifiche: un emendamento mirava a favorire il riuso e la valorizzazione a fini sociali del patrimonio immobiliare pubblico non utilizzato, consentendo la cessione di immobili statali e territoriali non strumentali per progetti di edilizia sociale con procedure semplificate. Tale proposta non è stata accolta nella versione licenziata dalla Commissione.
Tra i tre emendamenti discussi, l’unico approvato è stato il 2.107, che modifica il programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e sociale, estendendo direttamente il ruolo degli enti territoriali tra i soggetti attuatori e ridefinendo i poteri del Commissario straordinario. L’emendamento sul Patrimonio Casa è stato invece ritirato dal testo e il Governo intende riproporlo attraverso una norma inserita in un decreto di prossima adozione.



