Il team di Simple Flair ha dato il via a una nuova avventura nella storica Casa Rossi, situata in Corso Magenta 12. L’appartamento temporaneo, inaugurato il 14 ottobre, si colloca nel contesto di un edificio ottocentesco che verrà restaurato a partire dal maggio 2027, trasformandosi in residenze private. Fino a quel momento, lo spazio funge da ponte tra passato architettonico e design contemporaneo, offrendo a designer, architetti e pubblico una piattaforma di incontri e presentazioni.
Casa Rossi: storia e architettura di un edificio eclettico
Costruita nel 1860 da Giuseppe Pestagalli, Casa Rossi è considerata uno dei migliori esempi di architettura eclettica milanese del XIX secolo. La facciata imponente incornicia un complesso che si apre su cortili e terrazze, con un caratteristico corte ottagonale al centro. Questa geometria a otto lati diventa il fulcro visivo dell’intero edificio, influenzando la distribuzione degli ambienti e creando percorsi di circolazione non lineari. Il piano nobile, interamente dedicato a Simple Flair, sfrutta la luminosità e le proporzioni originali per ospitare più di 500 m² di spazio creativo.
Corte ottagonale: il cuore pulsante
Il corte ottagonale è visibile da tutte le stanze, unendo galleria, caffetteria, biblioteca e il club in un unico flusso armonico. La disposizione consente al visitatore di percorrere l’appartamento in più direzioni, favorendo un’esperienza fluidissima che elimina percorsi predeterminati e incoraggia la scoperta.
Il nuovo Simple Flair Apartment: 12 ambienti con identità proprie
Occupando l’intero piano nobile, il progetto di Simple Flair si articola in dodici stanze, ognuna pensata come un micro-ecosistema funzionale. Tra le aree salienti troviamo una galleria d’arte, una caffetteria accogliente, una biblioteca dedicata al design, un club con sistema audio Bang & Olufsen, una sala hobby, due sale da pranzo e lo showroom Simple Flair Goods. Ogni ambiente ospita collezioni di brand come Spotti, Sikkens, Cassina, Zanotta e BD Barcelona, mescolando pezzi storici a creazioni di designer emergenti.
Brand e collaborazioni
La selezione comprende lavori di Patricia Urquiola, Mario Bellini, Gae Aulenti, Muller Van Severen e Ronan Bouroullec. Accanto a questi nomi, la presenza di realtà più giovani, come Aptitude Objects e Kriptonite, arricchisce il dialogo tra tradizione e innovazione, mostrando come il design possa inserirsi in contesti quotidiani – dalla lettura al pranzo, dalla musica al relax.
Programma culturale e incontri fino alla Design Week
Simple Flair ha pianificato un calendario ricco di eventi: mostre temporanee, tavole rotonde, serate di networking e cene informali. L’obiettivo è trasformare la casa in un punto di riferimento per la comunità creativa milanese, favorendo l’interazione tra professionisti, studenti e appassionati. Le attività saranno aperte al pubblico fino alla Milano Design Week, creando un’atmosfera di scambio continuo che valorizza sia l’edificio storico sia i prodotti esposti.
Eventi in programma
Tra gli appuntamenti più attesi spiccano una retrospettiva su Bang & Olufsen nel club, una workshop di coloristica condotta da Sikkens e una serata di presentazione delle nuove collezioni Spotti. Ogni evento è pensato per far vivere i prodotti in situazioni reali, permettendo ai visitatori di toccare, vedere e sperimentare i pezzi come se fossero parte della vita domestica.
Il futuro dell’edificio: restauro conservativo e nuove residenze
Il progetto di Simple Flair si inserisce nella fase transitoria che precede il restauro conservativo affidato a Michele De Lucchi per Bizzi & Partners. Il restauro, previsto per maggio 2027, manterrà le proporzioni originarie, i materiali e le caratteristiche architettoniche dell’edificio, ma riconvertirà gli spazi in abitazioni private. La temporanea installazione di Simple Flair, quindi, rappresenta un intermezzo culturale che valorizza la struttura senza alterarne l’essenza, dimostrando come l’intervento di design possa convivere con la conservazione patrimoniale.
Un modello replicabile
L’esperienza di Casa Rossi offre uno spunto per future iniziative simili: trasformare edifici storici in laboratori creativi temporanei può mantenere in vita spazi altrimenti inutilizzati, creando valore sociale e culturale mentre si attendono interventi di lungo termine.



