Milano è un crocevia di storia e innovazione, dove le strutture secolari trovano nuova vita grazie a interventi di design d’interni attenti al contesto urbano. Negli ultimi anni, architetti, brand e curatori hanno sperimentato soluzioni temporanee o di restauro che rispettano le proporzioni originali ma introducono linguaggi contemporanei, creando un ponte tra passato e futuro. Questa tendenza si manifesta in diversi quartieri, da Corso Magenta a NoLo, fino a Porta Venezia, dimostrando come la capitale lombarda riesca a coniugare patrimonio e creatività.
Casa Rossi in Corso Magenta: un palazzo ottocentesco in transizione
Il vasto edificio disegnato da Giuseppe Pestagalli nel 1860 è stato temporaneamente trasformato in un Simple Flair Apartment di oltre 550 m². Il progetto, curato da Simona Flacco e Riccardo Crenna, ha occupato il piano nobile, organizzandolo intorno a una corte ottagonale che funge da fulcro visivo e di circolazione. La disposizione libera permette percorsi multipli, evitando un itinerario fisso e valorizzando la volumetria originale. Prima dell’inizio del restauro conservativo, previsto per maggio 2027 sotto la direzione di Michele De Lucchi per Bizzi & Partners, l’appartamento ha ospitato mostre, workshop e cene, attivando il palazzo verso la comunità.
In più di una decina di brand, tra cui Spotti, Sikkens e Bang & Olufsen, hanno presentato le proprie collezioni inserendole in contesti domestici reali: una sala lettura con illuminazione d’atmosfera, un club sonoro curato da Bang & Olufsen e una cucina dove colori e texture dialogano. L’approccio è stato quello di integrare gli oggetti in situazioni quotidiane, piuttosto che in vetrine isolate, permettendo a progettisti emergenti e affermati di interagire con spazi abitativi temporanei senza alterare l’architettura. Il risultato è stato un racconto che anticipa la futura destinazione residenziale, rendendo il palazzo visibile e vivibile prima dei lavori di conservazione.
NoLo: colore e personalità in 55 m²
Nel quartiere nonché simbolo di nuovo mercato immobiliare, gli architetti Gianmaria Spedicato e Jacopo Sposito hanno trasformato un appartamento di 55 m² in un laboratorio cromatico. La richiesta dei committenti era chiara: evitare il minimalismo corrente e creare ambienti dal carattere marcato. Così, è stata adottata una palette audace, con un soffitto tinto di blu Klein che avvolge la zona living, una cucina accostata in borgogna e un bagno che alterna bianco lucido e nero opaco. Il parquet originale in doussié e le porte restaurate sono stati mantenuti, diventando elementi di continuità tra storia e contemporaneità.
Le altezze dei locali, pari a 3,20 m, sono state sottolineate dal colore, creando un effetto di contenimento visivo senza limitare la percezione di spaziosità. Ogni ambiente è stato concepito come una scena immersiva: la zona notte si tinge di celeste, mentre una tenda in velluto camel introduce un contrasto eleganti. Il risultato è un appartamento che respira personalità, dimostrando che anche gli spazi più compatti possono diventare scenari di design ricchi di significato.
Porta Venezia: restauro rispettoso di un appartamento del 1927
L’appartamento di 70 m² situato nel cuore di Porta Venezia è stato affidato a Ludovica Donvito, che ha scelto di conservare la planimetria originale del 1927, valorizzando al contempo i dettagli d’epoca. Le pavimentazioni in cementine sono state lucidate, il parquet a spina di pesce della camera da letto è tornato a splendere, e le porte sono state restaurate sostituendo solo i vetri. Gli alti soffitti sono stati mantenuti, con un intervento mirato a creare una grande vetrata che collega soggiorno e cucina, in modo da amplificare la luce naturale proveniente dal doppio affaccio.
La scelta cromatica si è orientata verso tonalità neutre, lasciando emergere il bianco delle pareti, delle porte e dei soffitti, così come i disegni originali dei pavimenti. Alcuni accenti di colore sono stati introdotti in maniera puntuale, creando continuità visiva da stanza a stanza. materiali tradizionali e contemporanei si fondono, creando un ponte tra il passato novecentesco e le esigenze abitative moderne. L’intervento dimostra come un restauro architettonico possa rispettare la storia costruendo al contempo ambienti funzionali e stilisticamente coerenti.



