Il Palazzo dell’Arte di Milano si prepara a vivere una nuova era sotto la guida di Vincenzo Trione, nominato presidente della Triennale Milano. Con un approccio che unisce tradizione e innovazione, Trione ha presentato una visione audace per questa istituzione culturale, trasformandola in un laboratorio di pensiero critico e un crocevia di discipline artistiche.
In un’epoca in cui le risposte sembrano meno importanti delle domande, Trione ha scelto di porre l’accento sul valore del dubbio e del conflitto come motori del progresso culturale. Il suo obiettivo è creare uno spazio dove le arti si intrecciano e dialogano, dando vita a un microcosmo di mondi diversi.
Un laboratorio di pensiero critico
Vincenzo Trione ha descritto la Triennale come una meravigliosa centrale elettrica che produce energie ininterrottamente. La sua visione si basa su un concetto chiave: l’istituzione non deve essere una gabbia chiusa, ma uno spazio alimentato dal pensiero negativo, dai dubbi e dalle inquietudini. Il domandare è la pietà del pensiero come sosteneva Martin Heidegger, e Trione intende trasformare la Triennale in un luogo dove le domande sono più importanti delle risposte.
Per realizzare questa visione, Trione ha introdotto una serie di iniziative innovative. Ogni quesito troverà espressione in un’installazione o un’opera manifesto che accompagnerà i visitatori. Laboratori di pensiero e formazione saranno al centro della programmazione, creando spazi di dialogo tra le discipline. La Triennale diventerà così un luogo positivamente problematico non assertivo ma fattuale.
Figure chiave e programmi speciali
Trione ha annunciato l’introduzione di figure chiave che, di anno in anno, inseguiranno domande e ipotizzeranno risposte. Un esempio è il programma ispirato alle Norton Lecture dell’Università di Harvard, che vedrà la partecipazione di grandi personalità della cultura contemporanea. Tra gli ospiti attesi, la sociologa franco-tunisina Asma Mhalla, autrice di Resistere ai tempi oscuri.
Il Teatro e la Voce saranno costole indispensabili del corpo di Triennale, interagendo costantemente con la programmazione artistica e culturale. Il Centro Studi, con la sua storia nobile e longeva, avrà un ruolo di eccezionale rilevanza, coordinato da un Advisory Board composto da figure extradisciplinari come la scrittrice Melania Mazzucco, il geografo Franco Farinelli, la sociologa Nathalie Heinich, il fisico Carlo Rovelli e altri.
Nuovi volti e collaborazioni
Carla Morogallo rimane Direttrice Generale, mentre nuovi nomi si aggiungono al comitato scientifico. Michele De Lucchi è stato nominato Direttore Creativo e curatore design, Manuela Lucà-Dazio curatrice architettura e Andrea Viliani curatore arte contemporanea. Paolo Mereghetti rafforzerà la presenza del cinema, mentre Umberto Angelini sarà il Direttore artistico del teatro di Triennale.
La formazione sarà intensificata attraverso percorsi specialistici e un Triennale PhD Program per nuovi dottorati di ricerca. Programmi di Fellowship saranno dedicati a studiosi, curatori, architetti, artisti e designer, promossi attraverso bandi internazionali. L’archivio sarà potenziato attraverso ricerche e collaborazioni, mentre l’attività editoriale vedrà la nascita di tre collane: cataloghi, libri e album.
La rivista Lotus rifletterà le attività del Centro Studi, mentre altre novità saranno svelate durante la conferenza stampa programmatica di novembre 2026. Vincenzo Trione sta scrivendo un altro capitolo della storia della Triennale Milano, un’istituzione che ha saputo dare forma al mondo.



