Da più di un secolo Margraf si muove tra guerre, crisi e rivoluzioni del gusto senza mai interrompere la lavorazione di una materia che impiega milioni di anni per formarsi: la pietra naturale. Fondata nel 1906, l’azienda di famiglia ha trasformato la propria esperienza in una realtà internazionale, con oltre duecento tipologie di materiale e progetti che spaziano dal World Financial Center di New York al Terminal 3 dell’aeroporto di Pechino.
Margraf 120 anni: tradizione, innovazione e il futuro della pietra
Il figlio di Silvio, Roberto Xompero, laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano e con esperienza al Boston Consulting Group, ha deciso di tornare a Chiampo per guidare l’impresa come CEO. Il suo obiettivo è coniugare il rispetto per una roccia millenaria con la spinta verso tecnologie moderne. Un simbolo di questo approccio è il Fior di Pesco Carnico unico marmo gestito in esclusiva da Margarf da più di sessant’anni, riconosciuto per la sua irreplicabilità.
Dal dialogo con i designer al valore oltre il lusso
Un tempo il cliente chiedeva soprattutto caratteristiche estetiche; oggi gli architetti e i designer cercano partner capaci di offrire soluzioni su misura, supportate da competenze tecniche avanzate. Il valore del marmo, secondo la direzione di Margraf, non è più legato a un’etichetta di lusso, ma a un materiale da progetto che può evolversi con gli spazi, conservando le sue venature e la sua autenticità.
Le superfici ceramiche al Cersaie 2026: texture, grandi formati e progettualità
Al Cersaie 2026 le novità ceramiche hanno mostrato una volontà di reinterpretare materiali tradizionali – pietra, marmo, resina – mediante texture complesse, rilievi e variazioni cromatiche. Gli espositori hanno puntato su superfici materiche che riproducono l’irregolarità visiva della roccia senza limitarne la copia, e su lastre di grande formato capaci di ridurre la frammentazione visiva.
Formati e finiture: dalla continuità alla rottura di schema
I grandi formati consentono di creare ambienti più fluidi, ma la loro adozione richiede una valutazione accurata di dimensioni, movimentazione e posa. Allo stesso tempo, formati più piccoli, mosaici e texture in rilievo offrono la possibilità di introdurre accenti distinti, giocando con la luce e le ombre per dare profondità a pareti o zone specifiche.
Marmomac 2026: la pietra diventa protagonista della sostenibilità
L’edizione sessantesima di Marmomac ha affidato la curatela a Joseph Grima e Davide Fabio Colaci, due figure che hanno mostrato come la pietra possa essere un materiale sostenibile. Grima ha illustrato il modello vernacolare della Lessinia, dove la roccia è utilizzata per ogni elemento architettonico, dall’intonaco alle grondaie, dimostrando una durata superiore al cemento armato.
Design di interni e riduzione degli sprechi
Colaci ha concentrato l’attenzione sugli interni, proponendo dieci case study che sfruttano scarti di marmo per creare intarsi decorativi. Il suo approccio punta a minimizzare gli scarti e a valorizzare le potenzialità estetiche del materiale, trasformando residui in soluzioni di design unico. L’esposizione ha sottolineato che il futuro della pietra non risiede nella ricerca della perfezione artificiale, ma nella sua capacità di invecchiare armonicamente con gli ambienti.



