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24 Settembre 2026

Tendenze 2026: piastrelle grandi, pietra reinterpretata e tetti in zinco

Scopri le tendenze 2026 delle piastrelle, la pietra reinventata e il rivoluzionario tetto in zinco che ridefiniscono gli spazi domestici.

Tendenze 2026: piastrelle grandi, pietra reinterpretata e tetti in zinco

Nel panorama dell’interior design del 2026 le superfici assumono un ruolo più creativo rispetto al passato. Non si tratta più solo di rivestire una parete o un pavimento, ma di costruire un linguaggio visivo coerente che attraversa tutta la casa, dalla cucina al giardino. Le mostre di settore, le collezioni dei maestri artigiani e i progetti sperimentali dimostrano come piastrelle, pietra e metallo possano dialogare per generare ambienti ricchi di carattere.

Questo articolo raccoglie le principali innovazioni emerse al Cersaie 2026, le proposte più interessanti di design in pietra e il caso studio di una casa rurale con tetto in zinco, offrendo una guida pratica per chi vuole abbinare materiali diversi senza creare contrasti incoerenti.

Le nuove proposte ceramiche al Cersaie 2026

Le piastrelle ceramiche presentate quest’anno hanno spostato il focus dalla semplice imitazione verso una reinterpretazione delle texture naturali. Grazie a tecnologie di stampa avanzata, è possibile ottenere superfici che ricordano la pietra, il marmo o addirittura la resina, ma con varianti cromatiche, venature sottili e rilievi tridimensionali. L’effetto non è più un mero effetto estetico: diventa uno strumento progettuale capace di definire una parete di raccordo o di dare continuità a un pavimento che si estende verso l’esterno.

Formati grandi e texture tridimensionali

Il grande formato è stato una delle scelte più evidenti del salone. Lastre di dimensioni superiori a 120×120 cm riducono la frammentazione visiva, creando superfici più fluide e permettendo di utilizzare lo stesso linguaggio materico su piani diversi. Parallelamente, le collezioni in piastrelle piccole mosaici e decorazioni a rilievo sono state proposte per inserire accenti puntuali, delimitare zone funzionali o aggiungere profondità a pareti di grandi dimensioni. La chiave sta nell’equilibrare le due logiche: continuità visiva versus enfasi localizzata.

Pietra design: quattro interpretazioni per la casa contemporanea

La pietra, da sempre simbolo di solidità, è tornata di moda attraverso quattro filoni distinti: rigore, morbidezza, forza e purezza. Gli studi di design hanno trasformato marmo, onice e alabastro in oggetti che oscillano tra il monumentale e il delicato. Tra le proposte più celebri, la collezione “Orizzonti” di Zanellato/Bortotto utilizza marmo Verde Guatemala con texture che ricordano la brina, creando una sensazione di leggerezza su una materia tradizionalmente pesante. Altre iniziative, come “Ritagli” di Alimonti Milano, sfruttano lastre di recupero per generare composizioni cromatiche uniche, mentre la consolle “Fold” di Etamorph combina blocchi di marmo Verde Alpi con vetro color Petrol, dimostrando come la trasparenza e la forma scultorea possano convivere.

Esempi di forza e purezza

Nel segmento “forza”, designer come Piero Lissoni hanno realizzato la chaise longue “Curl” usando una combinazione di robotica e lavoro artigianale per superare i limiti tradizionali della pietra. Altri lavori, come la lampada “Biagio” di Tobia Scarpa (FLOS), testimoniano la capacità della materia di diventare un unico blocco scolpito dove ogni singola creazione è irripetibile. La categoria “purezza” propone pezzi minimalisti, come il vaso “Ottilie” di Studiopepe, dove il marmo bianco è lavorato in forme pure e simboliche, sottolineando la trasparenza estetica della pietra.

Il tetto ondulato in zinco: il caso L’Onde di Murat

Nel piccolo comune di Murat (Cantal), lo studio arabo ha reinterpretato le tradizionali coperture in “pierre qui chante” – lastre di lauze che emettono un suono chiaro – trasformandole in una struttura in zinco pre-patinato. La leggerezza del metallo permette di creare una copertura a falde che, da una parte, è concava e dall’altra convessa, ottimizzando l’esposizione solare in inverno e proteggendo dal vento in estate. La decisione di utilizzare il zinco non è solo estetica: la sua capacità di invecchiare uniformemente, assumendo una patina grigio-verdognola, crea un effetto di fusione visiva con le travi di larice che, col tempo, si scuriranno fino a confondersi con il metallo.

Scelta dei materiali e invecchiamento consapevole

Il progetto mette al centro la filosofia dell’architettura organica ogni elemento è pensato per accogliere i segni del tempo. La struttura modulare in legno di larice, le aperture a scomparsa e la visibilità dei componenti tecnici (cemento, impianto elettrico) celebrano il lavoro artigianale. Il tetto in zinco, con la sua leggerezza (circa 30 kg/m² rispetto ai 100 kg/m² della lauze), consente curvature impossibili da ottenere con la pietra, dimostrando come materiali moderni possano dialogare con le tradizioni locali senza sminuirle.

Guida pratica per coordinare piastrelle, pietra e metallo in casa

1. Definisci il linguaggio materico scegli un materiale di riferimento (ad esempio una piastrella effetto pietra per il pavimento) e mantienilo su più superfici, variando formato e finitura. I grandi formati garantiscono continuità, mentre i dettagli a rilievo possono essere inseriti su pareti d’accento o su elementi d’arredo in zinco per creare contrasto.

2. Valuta l’illuminazione e le dimensioni le texture tridimensionali reagiscono alla luce, generando ombre che cambiano durante il giorno. In ambienti piccoli, prediligi finiture opache o meno pronunciate; in spazi ampi, sfrutta venature marcate e superfici lucide per ampliare la percezione di profondità.

3. Pianifica la posa e la manutenzione i formati grandi richiedono una base perfettamente livellata e una logistica adeguata per il trasporto. Per i rivestimenti in zinco prevedi un periodo di invecchiamento voluto, scegliendo finiture pre-patinato o lasciando che la patina si sviluppi naturalmente. Controlla sempre le schede tecniche dei produttori per assicurare la compatibilità con l’uso previsto – pavimento, bagno, terrazzo o facciata esterna.

Seguendo questi passaggi, è possibile creare ambienti coerenti dove piastrelle ceramichepietra e metallo si integrano armoniosamente, offrendo al tempo stesso varietà tattile e visiva. Le tendenze del 2026 dimostrano che la chiave del successo progettuale è la capacità di combinare formati, texture e colori in modo consapevole, trasformando ogni superficie in un vero e proprio elemento narrativo della casa.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.