Settembre è il mese in cui Parigi riprende a pulsare di creatività: la Paris Design Week si estende per giorni, aprendo le porte di musei, showroom e palazzi d’epoca al pubblico. In questo contesto, la fiera Maison & Objet si conferma il punto di riferimento per designer emergenti e marchi indipendenti, mentre il Marquis Faubourg Saint-Honoré propone un’esperienza di ospitalità che unisce storia e luxury design. Il connubio tra mostre innovative e un hotel d’arte crea un itinerario unico per chi desidera immergersi nella scena estetica della capitale francese.
Maison & Objet 2026: i protagonisti emergenti
L’edizione settembrale della fiera si articola in sette aree tematiche, spaziando dalla cucina alla mise-en-place, con una particolare attenzione alle piccole produzioni artigianali. Tra le installazioni più discussi, il duo Masquespacio ha curato una sezione in cui gli oggetti si trasformano in veri e propri mascheramenti visivi invitando i visitatori a percepire il design come un gioco di illusioni. L’approccio sperimentale si sposa con una raffinatezza che richiama l’heritage francese, dimostrando come la creatività possa convivere con la tradizione.
Masquespacio e la nuova declinazione della mise-en-place
Il progetto di Masquespacio si concentra su elementi di tavola reinterpretati in materiali sostenibili, creando una mise-en-place che sembra uscite da un futuro iper-ecologico. I tavoli sono punteggiati da supporti in legno riciclato e piatti in ceramica a basso impatto, dimostrando che estetica accattivante e responsabilità ambientale possono andare di pari passo.
Elizabeth Leriche e le serie artigianali
L’intervento dell’artista Elizabeth Leriche ha messo in luce una collezione di oggetti unici realizzati a mano, frutto di collaborazioni con piccole botteghe locali. Ogni pezzo, dalle sculture in legno ai tessuti stampati a mano, racconta una storia di maestria artigianale e di produzione limitata valorizzando la manualità come elemento centrale del design contemporaneo.
Marquis Faubourg Saint-Honoré: vivere l’eleganza di un hôtel particulier
Situato in rue d’Anjou nel cuore del VIII arrondissement, il Marquis è un edificio costruito tra il 1720 e il 1730 dall’architetto Antoine Mazin. Anticamente dimora di figure illustri come il marchese de La Fayette e il fisiologo François Magendie, la struttura è sopravvissuta alle trasformazioni urbanistiche del XIX secolo, conservando intatte la corte interna e gli ornamenti della facciata. Oggi, il palazzo è stato trasformato in un boutique hotel a cinque stelle, con solo 15 suite, offrendo un’esperienza di soggiorno più intima rispetto ai grandi hotel internazionali.
Le 15 suite: dal Junior al Master
Le sistemazioni, firmate dall’architetto e interior designer fiorentino Michele Bönan sono suddivise in quattro categorie – Junior, Superior, Executive e Master – con superfici che variano da 30 a 60 m². Gli interni mantengono i camini originali in marmo Louis XVI i pavimenti alla Versailles e le finiture in marmo di Carrara, ma sono arricchiti da mobili contemporanei che evitano l’effetto museo. Ogni suite possiede una personalità propria: dal layout sobrio di una Junior al design più sontuoso di una Master, tutte pensate per far sentire l’ospite come a casa.
Servizi di benessere e atmosfera domestica
Il Marquis offre un servizio di concierge, room service, lounge, una palestra privata aperta 24 ore su 24 e trattamenti di bellezza erogati direttamente in suite. Le librerie, le opere d’arte e i complementi d’arredo creano un ambiente dove è possibile leggere, lavorare o rilassarsi dopo una giornata nella capitale. L’attenzione alla discrezione e al decor è tale da meritare l’adesione al network Small Luxury Hotels of the World che raccoglie strutture indipendenti dal forte carattere locale.
Chi visita la fiera può prolungare l’ispirazione trovandola nelle suite del boutique hotel, trasformando ogni notte in un’ulteriore occasione di scoperta estetica.



