Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale si è insinuata in settori tradizionalmente guidati da processi manuali, portando con sé velocità e precisione mai viste prima. Dalla progettazione di ambienti domestici alla ricerca accademica, fino all’esperienza di acquisto nei grandi retailer, le nuove soluzioni digitali stanno trasformando il modo in cui pensiamo e interagiamo con gli spazi.
Tre iniziative italiane illustrano perfettamente questa tendenza: la startup Elephantroom, che mette l’AI al servizio del design d’interni il progetto Paper2Agent dell’Università di Stanford, che trasforma gli articoli scientifici in agenti conversazionali e il negozio sperimentale di Unieuro a Lissone, dove l’IA diventa assistente personale per i clienti. Ognuna di queste applicazioni affronta esigenze concrete, riducendo compiti ripetitivi e aprendo nuove opportunità di interazione.
Elephantroom: AI per una progettazione d’interni più rapida e accessibile
Il principale ostacolo nella progettazione d’interni è il tempo necessario per passare dall’idea al progetto definitivo: ricerca di arredi, negoziazione con fornitori, creazione di rendering e successive revisioni possono allungarsi per giorni interi. Elephantroom, fondata dall’architetta Lora Fahmy insieme a un esperto di machine learning ha creato una piattaforma che automatizza le fasi più operative, lasciando spazio alla creatività del professionista.
Gli utenti indicano il tipo di stanza, lo stile desiderato e le proprie preferenze; l’algoritmo genera una disposizione realistica collegandola a un catalogo di prodotti realmente disponibili sul mercato, evitando gli errori tipici dei generatori di immagini che distorcono proporzioni o inseriscono oggetti inesistenti. Inoltre, la piattaforma promuove il design italiano dando visibilità a marchi locali spesso oscurati dai circuiti internazionali, senza che il posizionamento dei prodotti sia influenzato da pagamenti pubblicitari.
Paper2Agent: articoli scientifici che parlano tra loro
La ricerca accademica tradizionalmente avviene su documenti statici: testi, tabelle e figure che devono essere letti e interpretati da altri studiosi. Il programma Paper2Agent sviluppato da ricercatori di Stanford, trasforma ogni pubblicazione in un agente di intelligenza artificiale interattivo capace di spiegare il contenuto, rispondere a domande e persino collaborare con agenti derivati da altri articoli.
Per dimostrare la potenza del sistema, due studi non correlati – uno sulla predizione dell’impatto delle mutazioni genetiche e l’altro sul rischio di ADHD – sono stati convertiti in agenti. L’agente genomico ha analizzato il dataset dell’ADHD, identificando una variante molecolare vicino a un gene chiave, scoperta mai segnalata prima. Questo esempio evidenzia come l’IA possa creare connessioni inattese tra ricerche indipendenti, accelerando le scoperte senza sostituire il ruolo critico dei ricercatori umani.
Unieuro Lissone: il negozio più “smart” che assume di più
Nel punto vendita di Lissone, Unieuro ha trasformato il tradizionale spazio commerciale in un laboratorio di innovazione. Un assistente virtuale, attivabile tramite QR code, utilizza IA generativa per dialogare con il cliente, consigliando prodotti, comparando modelli e indicando il percorso più veloce tra gli scaffali. La capacità dell’assistente di comprendere foto o descrizioni vocali permette di passare da una semplice ricerca a una proposta di acquisto personalizzata in pochi secondi.
Paradossalmente, la maggiore efficienza non ha ridotto il personale: al contrario, il negozio ha aumentato di un 10% il numero di addetti, poiché la rapidità del servizio digitale crea l’aspettativa di un supporto umano altrettanto veloce nella fase finale dell’acquisto. Aree tematiche, zone gaming, spazi dedicati alla smart home e alla sostenibilità energetica completano l’offerta, mentre i moduli più efficaci saranno replicati nei futuri 30+ rinnovamenti previsti nel piano 2025-2030 di Unieuro.



