Salta al contenuto
25 Agosto 2026

Costo libri scolastici 2026: quanto spendono le famiglie italiane

Scopri il costo dei libri scolastici per l'anno 2026/2027 e come le famiglie italiane affrontano questa spesa. Confronta con i modelli esteri.

Costo libri scolastici 2026: quanto spendono le famiglie italiane

Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, le famiglie italiane si trovano ad affrontare una spesa sempre più onerosa: l’acquisto dei libri di testo. Una situazione che ha suscitato numerose polemiche e riflessioni, soprattutto in confronto con i modelli adottati in altri Paesi europei.

La conduttrice televisiva Filippa Lagerback nata in Svezia, ha recentemente sollevato la questione sui social media, mettendo in luce le differenze tra il sistema italiano e quello svedese. In Italia, il costo dei libri scolastici è un peso significativo per le famiglie, con spese che possono superare i 700 euro a figlio. Una situazione che contrasta con il modello svedese, dove i testi scolastici sono gratuiti e in prestito.

Il costo dei libri scolastici in Italia

Per l’anno scolastico 2026/2027, le famiglie italiane dovranno affrontare una spesa media che varia a seconda del grado di istruzione. Per la scuola primaria i sussidiari sono gratuiti, mentre per la scuola secondaria di primo grado il tetto massimo di spesa è di 303 euro al primo anno, 121 euro al secondo e 136 al terzo. Alle scuole superiori, i costi variano notevolmente a seconda dell’indirizzo scelto.

Le associazioni di consumatori hanno segnalato un aumento dei prezzi dei libri scolastici, anche se gli incrementi sono rimasti al di sotto dell’inflazione. Nel 2026, l’incremento medio dei listini per i testi dedicati alla scuola è stato del 2,3% per chi frequenta le medie e dell’1,8% per studenti e studentesse delle scuole superiori. Tuttavia, queste cifre non tengono conto di altre spese accessorie come zaini, accessori e cancelleria, che possono far lievitare ulteriormente il costo totale.

Le polemiche sulle nuove edizioni

Una delle principali critiche riguarda le nuove edizioni dei libri scolastici che vengono pubblicate ogni anno, rendendo obsolete le vecchie pubblicazioni e limitando il mercato dell’usato. Questo fenomeno ha suscitato numerose proteste, tra cui quella dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti che ha definito questa pratica come un modo per bloccare il mercato dell’usato a discapito delle famiglie.

Le famiglie italiane, per risparmiare, si affidano spesso ai mercatini dell’usato e al passaparola tra compagni di scuola. Tuttavia, queste soluzioni non sono sempre strutturali e possono non essere sufficienti a coprire l’intera spesa. Inoltre, i contributi statali sono frammentati e variano da regione a regione, rendendo difficile per le famiglie pianificare con anticipo.

Il modello svedese: libri scolastici gratuiti

In Svezia il sistema scolastico è molto diverso da quello italiano. I libri di testo sono gratuiti e vengono messi a disposizione degli studenti in prestito. Questo modello, simile a quello tedesco, si basa su un principio di economia circolare dove i testi vengono riutilizzati ogni anno.

Filippa Lagerback ha raccontato la sua esperienza in Svezia, dove i libri scolastici erano rigorosamente in prestito e sua madre non ha mai speso un centesimo per i testi scolastici. Un modello che, secondo la conduttrice, dovrebbe essere preso in considerazione anche in Italia per alleviare il peso economico sulle famiglie.

Le testimonianze delle mamme italiane, raccolte dal blog Mammadimerda mostrano come alcune scuole abbiano adottato soluzioni simili, come il prestito dei libri con la clausola di restituirli a fine anno. Tuttavia, queste iniziative sono ancora limitate e non strutturali a livello nazionale.

Le iniziative locali e le soluzioni delle famiglie

In alcune regioni italiane, come il Trentino sono state adottate soluzioni per ridurre i costi dei libri scolastici. Ad esempio, fino ai 16 anni, i libri vengono passati di anno in anno con la clausola di restituirli a giugno come si ricevono a settembre. Inoltre, in alcune scuole, i genitori hanno proposto in consiglio d’istituto clausole sulla scelta dei libri per evitare di cambiarli ogni anno.

Le famiglie italiane, nonostante le difficoltà, continuano a cercare modi per risparmiare. I mercatini dell’usato, le dispense e i prestiti si rivelano strategie utili per alleggerire il peso economico legato alla spesa scolastica. Queste iniziative non solo aiutano le famiglie a risparmiare, ma contribuiscono anche a ridurre lo spreco e promuovere la sostenibilità.

Il tema della scuola e dei costi legati al ritorno a lezioni è un argomento di grande rilevanza per molti. Le famiglie italiane sperano che, in futuro, possano essere adottate soluzioni più strutturali e sostenibili, simili a quelle già in atto in altri Paesi europei.

Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.