Salta al contenuto
20 Agosto 2026

Incentivi green in Italia: come cambiano le regole per nucleare, solare e pompe di calore

Con 14,4 miliardi di euro a disposizione, l'Italia punta a rivoluzionare il settore energetico. Scopri quali sono i nuovi incentivi per case, ospedali e scuole e come cambieranno le regole per il nucleare.

Incentivi green in Italia: come cambiano le regole per nucleare, solare e pompe di calore

L’Italia si prepara a un grande passo verso la transizione energetica. Grazie a una deroga europea, il governo ha a disposizione 14,4 miliardi di euro per finanziare progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili. Questi fondi, concessi senza influire sul deficit, potranno essere utilizzati per migliorare l’efficienza energetica di case, ospedali, scuole e infrastrutture pubbliche.

La Commissione Europea ha fornito un elenco di 22 misure ammissibili, tra cui spiccano gli investimenti nelle centrali nucleari nelle pompe di calore nei pannelli solari e nelle batterie domestiche. Tuttavia, non saranno inclusi gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche.

Le nuove regole per gli incentivi

Il ministro della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso soddisfazione per l’inclusione del nucleare tra le misure finanziabili, ma ha anche sottolineato la necessità di approfondire gli aspetti tecnici. Il governo invierà le sue proposte a Bruxelles solo ai primi di settembre, a causa di alcune restrizioni imposte dalla Commissione Europea.

Una delle principali limitazioni riguarda la data di attuazione delle misure. Solo le nuove iniziative decise dopo il 28 febbraio 2026 potranno beneficiare dei fondi. Questo significa che i 5 miliardi di euro del decreto Bollette, approvato il 20 febbraio, non potranno essere utilizzati. Una doccia fredda per il governo, che sperava di recuperare spazi per la manovra 2027.

Le tempistiche e le priorità

Il ministro Pichetto Fratin ha spiegato che la spesa dei 14,4 miliardi non dovrà necessariamente essere concentrata in due anni, come inizialmente ipotizzato. La Commissione Europea ha infatti specificato che i fondi potranno essere utilizzati fino al 31 dicembre 2028, purché il totale non superi lo 0,6% del PIL.

Tra le priorità del governo ci sono gli incentivi per le famiglie che vogliono sostituire gli impianti a gas con pompe di calore così come i sostegni per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, come ospedali e scuole. Tuttavia, non saranno possibili nuovi bonus sulla bolletta, nemmeno per i più vulnerabili, poiché la Commissione Europea ha escluso i sussidi basati sul reddito.

Le sfide future

Nonostante le opportunità offerte dalla nuova clausola energetica, il governo dovrà affrontare diverse sfide. Ad esempio, il settore nucleare è ancora in una fase preliminare, il che rende difficile l’utilizzo immediato dei fondi. Inoltre, la necessità di rispettare le nuove regole europee potrebbe rallentare l’attuazione dei progetti.

Tuttavia, l’Italia è determinata a sfruttare al meglio queste risorse per accelerare la transizione verso un futuro energetico più sostenibile. Con l’adozione di tecnologie verdi e l’efficientamento degli edifici, il paese punta a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e a migliorare la sicurezza energetica.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.