Le abitazioni alpine, sia quelle permanenti sia le seconde case per le vacanze, stanno attraversando una rivoluzione estetica. L’evento Arredamont, che si svolge a Longarone, è il punto di riferimento dove il mondo del legno incontra le più recenti soluzioni di design. Il programma della fiera non è più soltanto una vetrina di prodotti: è un vero laboratorio di idee, dove i produttori veneti, le scuole di design e i nuovi acquirenti si confrontano su come rendere le case di montagna più calde, funzionali e al passo con le tendenze urbane.
Arredamont a Longarone: numeri e volti dell’artigianato veneto
Gli organizzatori puntano a 28.000 visitatori per l’edizione che si chiude l’8 novembre. Maurizio Castro, amministratore delegato di Longarone Fiere, ha definito l’appuntamento “unico in tutta Europa”, sottolineando che nessun altro evento propone una combinazione così specifica di artigianato tradizionale e innovazione tecnologica. Le dichiarazioni di Castro sono state corroborate da Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno e titolare della storica Segheria Traiber, che ha evidenziato come il settore legno-arredo del Veneto stia vivendo due velocità diverse: da un lato la crisi delle grandi industrie, dall’altro una robusta crescita delle piccole imprese su misura.
Il legno su misura e la carenza di manodopera
Scarzanella ha confermato che, sebbene non vi siano segnali di difficoltà economica – nessuna cassa integrazione o richieste di ammortizzatori – il mercato sente la pressione di una carenza di manodopera qualificata. L’interesse per le seconde case in montagna è in aumento, spinto dal mutamento climatico, dalle Olimpiadi invernali e dalla ricerca di una migliore qualità della vita rispetto alle grandi città. Questo afflusso genera nuove commesse per le segherie e i laboratori di falegnameria, ma allo stesso tempo evidenzia l’urgenza di formare nuovi artigiani capaci di coniugare tradizione e tecnologie digitali.
Le nuove linee di design per la montagna: colore, forme e sopravvivenza al clima
Gli insegnanti dell’IPIA Mobile e Arredo di Santo Stefano hanno individuato tre direttrici che caratterizzano il futuro dell’arredo di alta quota. La prima è la resurrezione del colore: oltre al bianco, al nero e al grigio industriale, si aprono spazi a tonalità pastello, verdi tenue e accenti dorati, capaci di rompere la freddezza delle geometrie nette. La seconda riguarda le forme curve, che scorrono dalle gambe dei tavolini ai profili delle mensole, ammorbidendo i passaggi visivi e conferendo fluidità allo spazio. Terza, l’adozione di soluzioni salvaspazio – letti contenitore, micro-uffici a scomparsa, lampade LED wireless – risponde all’esigenza di abitazioni più compatte senza sacrificare il comfort.
Dettagli di stile: riflessi dorati, luci oversize e comfort avvolgente
Tra gli elementi di tendenza spiccano i riflessi dorati, che ricordano il calore del tramonto e valorizzano maniglie, cornici e inserti luminosi. Le luci oversize, dal design scultoreo, diventano veri e propri protagonisti: lampade da terra a forma di nebbiolo o lampadari a sospensione creano ritmo visivo e delineano zone funzionali. Infine, il comfort avvolgente conquista le zone giorno con divani arrotondati, pouf oversize e cuscini profondi, trasformando gli ambienti in veri “cocoon” dove rilassarsi dopo una giornata in quota.
Abitazioni compatte e riuso creativo: consigli pratici per il 2026
Il rapporto Homeservatory 2026 rivela che il 58 % degli italiani preferisce abitare in spazi più piccoli, a patto di avere arredi multifunctional e balconi o terrazzi che fungano da estensioni del living. Il design biofilico – luce naturale, piante e materiali organici – è citato dal 16 % degli intervistati come elemento chiave per il benessere. Un esempio pratico di sostenibilità è il riuso delle vecchie teglie da forno: pulite e stabilizzate, possono diventare sottovasi, vassoi per attrezzi da giardino o basi per piccoli progetti di bricolage, riducendo gli sprechi e aggiungendo un tocco rustico al décor.



