Il sistema produttivo del legno e dell’arredo in Veneto comprende quasi 8.860 imprese artigiane e oltre 20.000 addetti, con una media di 2,3 dipendenti per azienda. In un arco temporale che va da luglio 2025 a giugno 2026, il comparto ha generato oltre 3,2 miliardi di euro di esportazioni, ma il bilancio tra le sue due branche è molto diverso.
Il settore del legno ha registrato una crescita dell’0,6 % rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 2,751 milioni di euro. Al contrario, il segmento del mobile è sceso del 4 %, con un risultato di 2,751 milioni di euro di vendite all’estero. Queste cifre emergono dal lavoro dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, preparatorio per la prossima fiera Arredamont a Longarone.
Andamento delle esportazioni per mercato
Il panorama estero si presenta variegato. Gli Stati Uniti, che avevano spinto la crescita con un +23,6 % negli ultimi due anni, ora mostrano una contrazione del -4,8 %. Anche la Germania passa da risultati positivi a una flessione del -4,4 %. Accanto a questi cali, però, troviamo segnali di ripresa in Spagna (+5,7 %), Austria (+9,2 %) e Croazia (+24 %). La Cina ha registrato una perdita notevole del -37,5 %, mentre la Turchia ha colto un’impennata del +48,5 %, sebbene i volumi rimangano contenuti (11 milioni di euro contro i 44 milioni statunitensi).
Il mobile negli stessi mercati
Per quanto riguarda il mobile, la caduta del -4 % ha interessato i principali destinatari: Francia (-4,6 %), Germania (-4,2 %), Stati Uniti (-11,2 %) e Spagna (-5,5 %). Tuttavia, alcuni paesi mostrano risultati positivi, tra cui Russia (+19,9 %), Canada (+23,9 %), Cina (+5,8 %) e Paesi Bassi (+12,5 %). La Francia rimane il mercato più importante con 447 milioni di euro, seguita da Germania (371 milioni) e Stati Uniti (276 milioni).
Importazioni di legno: il ruolo dell’Austria
Sul versante degli approvvigionamenti, il Veneto ha importato circa un miliardo di euro di legno, segnando un incremento del +4,3 % rispetto all’anno precedente. L’Austria è il fornitore principale, con il 20,6 % delle importazioni e una crescita dell’8,6 %; a seguire la Germania con il 10,6 %. Altri paesi significativi includono Polonia, Croazia e Ungheria. La dipendenza da forniture estere è vista come un punto di vulnerabilità, soprattutto per le piccole segherie che faticano a garantire materie prime a costi sostenibili.
Secondo il presidente della Federazione Legno e Arredo, Maurizio Cattai, la competitività dipende dal prezzo dell’energia, dal costo del gasolio e dal prezzo del legname grezzo. “Le nostre segherie artigiane operano in un mercato dove i costi di produzione e l’accesso al materiale fanno la differenza”, ha osservato, aggiungendo che è necessaria una strategia per valorizzare le risorse forestali regionali e sostenere la catena di fornitura.
Pressioni sui costi, digitalizzazione e carenza di personale
Il costo della materia prima è aumentato, mentre la disponibilità di legname danneggiato è diminuita, spingendo le quotazioni dei tronchi verso l’alto senza un adeguato trasferimento sui prezzi del legno segmentato. Questa dinamica erode i margini, soprattutto per le imprese più piccole. Parallelamente, 65,8 % delle aziende utilizza software gestionali o CAD, ma solo 7,9 % ha raggiunto una digitalizzazione avanzata con processi integrati e raccolta dati strutturata.
Nel 2025, le imprese del settore avevano previsto 2.070 nuove assunzioni tra assemblatori, falegnami e tecnici di macchinari. Tuttavia, il 76 % delle posizioni è risultato difficile da coprire, con una forte dipendenza da giovani sotto i 30 anni. Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, sottolinea che “l’assorbimento di costi energetici e di materia prima è cruciale per la sopravvivenza delle micro-imprese”.
Il legno veneto mantiene una lieve crescita delle esportazioni, ma il settore del mobile è in fase di contrazione. Le importazioni di legno, dominate dall’Austria, aumentano, mentre le pressioni sui costi e la carenza di professionalità rimangono sfide strutturali da affrontare per garantire la competitività della filiera.



