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19 Luglio 2026

Risparmio Casa: crescita record e piani di espansione per il 2026

Risparmio Casa, il gruppo specializzato in prodotti per la cura della casa e della persona, ha raggiunto un fatturato record e sta pianificando un'espansione significativa con l'apertura di nuovi negozi.

Risparmio Casa: crescita record e piani di espansione per il 2026

risparmio casa, il gruppo specializzato in prodotti per la cura della casa e della persona, ha raggiunto un traguardo significativo superando il miliardo di euro di ricavi. La società, guidata dalla famiglia Battistelli, ha in programma un’ambiziosa espansione con l’obiettivo di raggiungere i 200 negozi entro ottobre 2026.

Il piano industriale 2026 prevede investimenti per circa 80 milioni di euro, di cui 30 milioni destinati allo sviluppo della rete di vendita. L’obiettivo è aprire 200 store entro ottobre e arrivare a 250 negozi nel giro di tre anni. Recentemente, il gruppo ha inaugurato tre nuovi punti vendita a Ceva, Terni e Serramanna, con un totale di 6.000 metri quadri di superficie e 60 nuove assunzioni.

I numeri del gruppo e la crescita del mercato

Nel 2026, Risparmio Casa ha registrato 35 milioni di scontrini e raggiunto un database di oltre 8 milioni di clienti, di cui quasi 3 milioni fidelizzati. La crescita dell’8% è stata sostenuta dal piano industriale, che ha permesso di superare il miliardo di fatturato. Stefano Battistelli, cofondatore del gruppo, ha commentato: «I risultati che registriamo confermano che la direzione è quella giusta».

Risparmio Casa è la terza insegna nel canale Specialisti Drug in Italia, con una quota di mercato di oltre il 15%, dietro ad Aqua&Sapone e Tigotà e davanti a Magazzini Maury’s e Caddy’s. Il gruppo sta investendo anche in acquisizioni strategiche, con un ulteriore impegno di 50 milioni di euro.

Per chi sta pensando di arredare la propria casa, il bonus mobili e arredamento 2026 rappresenta un’opportunità interessante. Questo incentivo permette di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, fino a un tetto massimo di spesa di 5.000 euro. La detrazione è legata agli interventi di ristrutturazione edilizia realizzati entro il 31 dicembre 2026 e prevede la restituzione delle somme in 10 quote annuali.

Il bonus mobili è stato rinnovato per il 2026 e permette di ottenere una detrazione al 50% sull’IRPEF per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici con elevati requisiti di efficienza energetica. Tra i mobili ammessi vi sono letti, armadi, tavoli, divani, cucine componibili e scrivanie. Per gli elettrodomestici, è indispensabile rispettare specifiche classi energetiche: classe A o superiore per i forni, classe E o superiore per lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie, e classe F o superiore per frigoriferi e congelatori.

È importante sottolineare che il bonus arredamento vale solo se abbinato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza lavori di recupero in corso, l’acquisto di nuovi mobili ed elettrodomestici non dà diritto alla detrazione. Gli interventi che garantiscono l’accesso all’incentivo includono la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia di appartamenti residenziali.

Pompe di calore: perché non sempre risparmiano e cosa può cambiare

Milioni di famiglie europee stanno passando alle pompe di calore nella speranza di ridurre le bollette energetiche. Tuttavia, nuove ricerche indicano che la pompa di calore, da sola, è solo una parte dell’equazione. L’organizzazione britannica Energy Saving Trust (EST) ha analizzato oltre 1,1 milioni di combinazioni di pompe di calore, pannelli solari, batterie e tariffe per capire quali garantiscono i costi energetici più bassi.

Secondo lo studio, le famiglie possono ridurre le bollette annuali di circa 800 sterline (920 euro) abbinando una pompa di calore a pannelli solari, sistemi di accumulo a batteria e alle tariffe elettriche più adatte. Le configurazioni più efficienti hanno permesso risparmi superiori a 1.000 sterline (1.150 euro) l’anno. Le abitazioni che dispongono di tutti e tre questi elementi riducono di norma le bollette annuali di circa 800 sterline (920 euro), e le configurazioni più performanti hanno consentito risparmi superiori a 1.000 sterline (1.150 euro) l’anno.

Le tariffe dell’energia elettrica incidono molto sul fatto che una pompa di calore faccia davvero risparmiare. I ricercatori hanno rilevato che passare dal gas a una pompa di calore mantenendo una tariffa standard porta spesso a risparmi modesti o nulli. Scegliere invece una tariffa specifica per pompe di calore o una tariffa dinamica, in cui il prezzo dell’elettricità varia nell’arco della giornata, può ridurre i costi di riscaldamento fino a 330 sterline (380 euro) l’anno.

Per esempio, nei Paesi Bassi, dove tasse e prezzi dell’energia hanno reso l’elettricità competitiva rispetto al gas, è possibile ridurre i costi di riscaldamento fino all’80 per cento passando da caldaie a gas poco efficienti alle pompe di calore. Le politiche governative stanno rendendo questi sistemi più competitivi nei costi, con misure che hanno ridotto i costi iniziali e il prezzo dell’elettricità.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.