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12 Luglio 2026

Riforma detrazioni fiscali: le nuove regole per i bonus edilizi

Le detrazioni fiscali per la casa stanno per cambiare. Dal 2027 nuove aliquote e limiti di spesa. Scopri come adeguarti alle nuove normative

Riforma detrazioni fiscali: le nuove regole per i bonus edilizi

Dal 2027 entreranno in vigore importanti modifiche ai bonus casa con una riduzione progressiva delle aliquote di detrazione. Questo cambiamento, già annunciato nella Legge di Bilancio 2026, segna la fine dell’era degli incentivi fiscali elevati per le ristrutturazioni immobiliari.

Il governo ha deciso di riformare il sistema delle detrazioni per renderlo più selettivo e sostenibile. L’obiettivo è ridurre le tax expenditures e concentrarsi sugli interventi più necessari, soprattutto per le famiglie con redditi medio-bassi.

Le nuove aliquote dal 2027

Fino alla fine del 2026, le aliquote rimangono invariate: 50% per l’abitazione principale e 36% per le altre case, con un limite di spesa di 96.000 euro. Dal 2027, però, si assisterà a una riduzione generalizzata: l’aliquota per l’abitazione principale scenderà al 36% mentre per le seconde case passerà dal 36% al 30%.

Dal 2028 al 2033, le aliquote si uniformeranno al 30% per tutti gli immobili, con un tetto massimo di spesa dimezzato a 48.000 euro. Dal 2034, le aliquote torneranno al 36% ma il limite di spesa resterà bloccato a 48.000 euro.

L’impatto delle nuove regole

Queste modifiche avranno un impatto significativo su chi intende ristrutturare la propria casa. Per usufruire di aliquote più elevate, sarà necessario pianificare gli interventi entro la fine del 2026. In caso contrario, si dovrà attendere il 2034 per tornare a beneficiare di detrazioni più alte, ma con un limite di spesa ridotto.

In parallelo, il governo sta introducendo nuove regole ambientali, in linea con gli obiettivi del Pnrr e REPowerEU. Questo comporterà un incremento della tassazione e dell’Iva per il settore dello smaltimento dei rifiuti senza recupero energetico, nonché nuove regole per i fringe benefit legati alle auto aziendali.

Le vendite nei saldi estivi 2026

Intanto, i saldi estivi 2026 registrano un andamento stabile rispetto all’anno precedente, con una leggera flessione delle vendite nell’ordine di qualche decimo di punto. Secondo le prime rilevazioni, gli sconti non sono sufficienti a rilanciare la domanda, e i consumatori acquistano solo ciò che ritengono realmente necessario.

Il settore dell’abbigliamento e accessori segna un calo del 2,4% nelle visite, mentre il retail registra una lieve crescita dell’1,4%. I centri commerciali rimangono il canale di vendita preferito, scelti dal 57% dei consumatori, soprattutto nel weekend.

La stabilità delle vendite è legata alla riduzione del potere d’acquisto e all’effetto clima, con le ondate di calore che hanno influenzato le visite nei negozi di abbigliamento. I retailer segnalano che le vendite sono pesantemente influenzate dalla riduzione del potere d’acquisto, dal clima e dalle continue promozioni pre-saldi.

Riqualificazione energetica: calano i bonus, cresce il Conto Termico

Tra il 2026 e il 2026, le misure di efficienza energetica hanno permesso all’Italia di risparmiare 5,08 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio raggiungendo l’85% dell’obiettivo intermedio fissato dal PNIEC. Tuttavia, il contributo delle detrazioni fiscali è in calo, mentre cresce il ruolo del Conto Termico.

Il SuperEcobonus ha prodotto 1,47 Mtep di risparmi energetici tra il 2026 e il 2026, ma la sua fase espansiva è terminata. Anche l’Ecobonus e il Bonus Casa mostrano segnali di rallentamento, con una riduzione del 37% nel 2026 rispetto all’anno precedente.

Il settore delle costruzioni si trova quindi di fronte a una nuova sfida: mantenere una domanda diffusa di interventi di riqualificazione energetica in un quadro di incentivi ridimensionati. La prossima fase richiederà una valutazione non solo dell’impatto immediato degli incentivi, ma anche della loro capacità di garantire continuità e sostenibilità nel lungo periodo.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.