La discussione sul futuro dei mercatini dell’usato è tornata al centro dell’attenzione durante il Consiglio comunale convocato martedì 12 maggio. L’assessorato allo Sviluppo Economico ha presentato una bozza di regolamento che punta a definire professionalità e limiti degli operatori, convertendo situazioni fino ad oggi informali in percorsi di regolarizzazione. L’obiettivo dichiarato è aumentare la tracciabilità delle attività e tutelare al tempo stesso chi svolge l’attività per passione.
La proposta contiene tre misure chiave: l’introduzione di un tesserino identificativo per ogni espositore, l’istituzione di un registro dei venditori non professionali e un tetto massimo alle giornate annue di partecipazione. Queste soluzioni nascono anche come risposta a criticità emerse nell’area sperimentale di Sant’Elia, già al centro di polemiche per la gestione logistica e i dubbi sulle entrate raccolte settimanalmente.
Le novità normative spiegate
Il cuore della riforma è pensato per distinguere meglio chi vende occasionalmente da chi esercita un’attività commerciale. Con il nuovo testo normativo il Comune vuole rendere obbligatorio un tesserino identificativo che certifichi la qualifica dell’operatore e l’iscrizione a un registro degli hobbisti. Questa misura serve anche a prevenire fenomeni di concorrenza sleale: il limite alle giornate annue impedirà che l’hobbismo diventi una forma mascherata di impresa, mettendo ordine tra chi vende per passione e chi lo fa come lavoro.
Tracciabilità e controlli
Il registro fungerà da banca dati degli espositori non professionali e faciliterà i controlli amministrativi e fiscali. Gli uffici comunali potranno verificare in modo sistematico presenze, fatturazioni e contributi versati, mentre il tesserino offrirà una soluzione pratica per l’identificazione sul posto. Per il Comune si tratta di un sistema pensato per migliorare la governance degli eventi e per rendere più semplici le ispezioni senza interrompere del tutto le attività consolidate sul territorio.
La disputa politica e i dubbi sui proventi
La proposta è emersa anche in seguito a un’interrogazione dell’opposizione, sollevata da Alessandra Zedda, che ha chiesto trasparenza sui ricavi quotidiani e sulle modalità di riscossione di una quota simbolica pagata dagli espositori. In Aula si è discusso, in particolare, dei 5 euro versati settimanalmente e della necessità di chiarire la destinazione di quei proventi: la questione ha acceso il dibattito sulla correttezza della gestione attuale affidata a Confesercenti e sulle garanzie fiscali richieste per le somme incassate.
Gestione temporanea e relazioni di controllo
L’amministrazione ha chiarito che, fino all’adozione del nuovo regolamento, la conduzione rimane affidata al concessionario individuato tramite bando e che gli uffici ricevono relazioni periodiche su presenze e fatturazione. L’assessore Carlo Serra ha sottolineato la funzione sociale dell’attuale impostazione, privilegiando una transizione graduale che permetta agli espositori di adeguarsi: la collaborazione fra gestore e associazioni è vista come un elemento chiave per accompagnare gli operatori verso l’iscrizione ufficiale.
Logistica e ricerca di una nuova area
Un capitolo cruciale riguarda lo spazio fisico dove si svolge il mercatino di Sant’Elia. L’attuale collocazione in via Amerigo Vespucci è considerata temporanea e incompatibile con i lavori previsti per il futuro Palazzetto. Per questo il Comune sta cercando un’area alternativa di almeno 3 ettari (30.000 metri quadrati), preferibilmente asfaltata, in grado di assicurare standard di igiene e sicurezza più elevati. Il reperimento di un sito adeguato potrebbe infine comportare un ridimensionamento degli stalli per garantire una gestione più ordinata e sicura.
La riforma proposta cerca quindi di combinare aspetti normativi, controlli e soluzioni logistiche per tutelare sia chi lavora che chi visita i mercatini. Tra tesserini, registro degli hobbisti, limiti annuali e la ricerca di un’area definitiva, l’intento dell’amministrazione è chiarire ruoli e responsabilità senza privare gli operatori di una fonte di reddito importante. Nei prossimi passi si attendono i dettagli tecnici del regolamento e le indicazioni operative per l’attuazione.