Nuovo regolamento UNESCO a Firenze: stop alle cooking class e divieto di nuovi Atm

Il Comune di Firenze estende fino al 2031 il Regolamento Unesco e introduce norme più severe su cooking class, ATM e trasferimenti di attività alimentari per salvaguardare la vivibilità del centro storico

Il Comune di Firenze ha deciso di prorogare e rafforzare il Regolamento Unesco che disciplina le attività economiche nel centro storico, prolungandone la validità a cinque anni e aggiornando le restrizioni su alcune categorie commerciali. L’obiettivo dichiarato è tutelare la vivibilità urbana, preservare le botteghe storiche e limitare la diffusione di attività legate al consumo alimentare di massa.

Le novità approvate riguardano in particolare il blocco di nuove attività di somministrazione, un inasprimento delle regole per le cooking class, il divieto di nuovi dispositivi ATM esterni e l’estensione di divieti per chi esercita come imprenditore agricolo. Contestualmente sono state aggiunte vie con misure di maggiore tutela e ridefinite le condizioni per ampliamenti di superficie dei locali.

Cosa cambia per le attività alimentari e formative

Tra i provvedimenti principali figura il mantenimento del divieto di aperture di nuove attività di somministrazione all’interno dell’area UNESCO e il blocco dei trasferimenti di licenze alimentari in molte vie sensibili. È stata inoltre introdotta una regola che vieta il consumo non assistito sul posto in locali con superficie utile inferiore a 100 mq, per evitare che micro-luoghi diventino punti di consumo rapido non controllato. Gli aumenti di metratura per bar e ristoranti saranno ammissibili solo per il miglioramento di spazi di servizio come cucine, bagni o locali tecnici.

Cooking class: scuole di cucina sotto sorveglianza

Le cosiddette cooking class vengono inquadrate come fenomeno che può eludere il divieto alle nuove attività di ristorazione: se l’attività eroga pasti al pubblico in modo continuativo dovrà dotarsi di una licenza analoga a quella dei ristoranti. L’assessore allo Sviluppo economico ha spiegato che molte scuole di cucina, pur iscritte alla Camera di Commercio, svolgono funzioni assimilabili a esercizi di somministrazione e per questo saranno soggette a regole più restrittive. Le mappature comunali citano un numero di scuole censite nel centro storico che differisce dagli elenchi presenti su piattaforme turistiche, ma il punto centrale resta il controllo sull’operatività.

Nuove vie sotto tutela e limiti ai trasferimenti

Con l’aggiornamento del regolamento sono state aggiunte sette nuove strade alla lista delle aree con misure rafforzate: via dei Gondi, via Vacchereccia e Sdrucciolo dei Pitti rientrano tra le vie dove, in caso di nuove aperture, sono ammesse esclusivamente attività commerciali di pregio. Altre quattro vie – via Palazzuolo, Corso dei Tintori, Borgo dei Greci e via dei Benci – sono state inserite nell’elenco in cui non è consentito trasferire licenze di somministrazione provenienti da altre strade dell’area UNESCO.

Elenco e tutela delle vie di pregio

Si conferma inoltre la presenza di una lista consolidata di strade e piazze in cui per nuove aperture sono ammessi soltanto esercizi di alta gamma: tra queste figurano via Tornabuoni, via della Vigna Nuova, via Strozzi, piazza Strozzi e molte altre, oltre all’inserimento recente di via del Proconsolo e piazza San Felice. Sul Ponte Vecchio resta il divieto di somministrazione: sono ammessi esclusivamente commerci di oggetti preziosi e articoli d’arte.

Effetti pratici e motivazioni politiche

Le modifiche intendono rispondere a due esigenze principali: da un lato la protezione del tessuto commerciale storico e dei servizi di prossimità per i residenti, dall’altro la salvaguardia delle attività storiche che rischiano di essere sostituite da esercizi alimentari a vocazione turistica. La decisione è stata motivata dalle amministrazioni come necessaria per limitare la dilatazione del cosiddetto “mangificio” urbano, fenomeno che vede la progressiva trasformazione del centro in spazio dedicato quasi esclusivamente al consumo rapido e al turismo di massa.

Durata e procedura

Il nuovo arco temporale del regolamento è stato esteso da tre a cinque anni, con decorrenza dall’entrata in vigore successiva all’approvazione definitiva. L’iter è nato da un lavoro degli uffici comunali che hanno concordato interventi con la Regione Toscana e comunicato gli indirizzi alla Soprintendenza, per integrare le esigenze di tutela del patrimonio culturale con la governance delle attività economiche.

Bilanciamento tra tutela e attività economica

Nel comunicato degli assessori si sottolinea la ricerca di un equilibrio: mantenere la vitalità commerciale del centro senza rinunciare a una strategia che limiti i fenomeni che peggiorano la qualità della vita dei residenti. Le misure non mirano a eliminare il turismo, ma a orientarlo verso un’offerta più compatibile con la conservazione del patrimonio materiale e immateriale della città.

Scritto da Sara Rinaldi

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