Salta al contenuto
18 Luglio 2026

Kompishäng: la collezione Ikea per chi cambia casa spesso

Ikea presenta Kompishäng, una collezione di mobili pensata per i giovani che si trasferiscono frequentemente. Scopri come questa linea rivoluziona il design per adattarsi a ogni abitazione.

Kompishäng: la collezione Ikea per chi cambia casa spesso

In un’epoca in cui la proprietà immobiliare diventa sempre più inaccessibile e gli affitti condivisi sono in costante aumento, anche il design dei mobili deve adattarsi. Ikea ha risposto a questa esigenza con la nuova collezione Kompishäng pensata per i nomadi urbani giovani che si trasferiscono spesso prima di trovare una sistemazione stabile.

La difficoltà di trovare una casa stabile e la necessità di adattarsi a spazi ridotti hanno spinto Ikea a sviluppare una linea di prodotti che unisce praticità e funzionalità. La collezione Kompishäng è composta da 13 pezzi pensati per accompagnare le diverse fasi della vita, adattandosi a nuovi spazi senza rinunciare alla funzionalità.

Un progetto nato dall’osservazione

Per progettare la collezione, Ikea ha convissuto con giovani di età compresa tra i 20 e i 28 anni residenti nel centro di Londra. L’obiettivo era comprendere il loro stile di vita, gli oggetti che considerano essenziali e le principali difficoltà che incontrano quando devono traslocare.

“Non importa se vi trasferite spesso: non volete che la vostra casa sembri provvisoria. Il nostro obiettivo con questa collezione era quello di creare mobili facili da trasportare, pur trasmettendo un senso di permanenza”, spiega Dora Ding, responsabile dello sviluppo prodotto di Ikea.

Mobili pensati per la mobilità

Tra i prodotti della collezione Kompishäng spicca una scrivania in legno massello di pino che non richiede attrezzi per il montaggio ed è dotata di maniglia per un facile trasporto. Sono inclusi anche un materasso che si trasforma in un pouf e ha delle cinghie che permettono di trasportarlo come uno zaino, un tavolino pieghevole due sgabelli che si uniscono per formare un contenitore e un cuscino con schienale pieghevole progettato per trasformare il letto in una zona salotto.

La collezione si completa con diversi accessori pensati per facilitare i traslochi, come borse da appendere nell’armadio o da trasportare su ruote, una fioriera progettata per spostare le piante senza complicazioni, specchi con spazio per riporre fotografie e souvenir, fermalibri che si trasformano in piccole librerie mobili e appendiabiti che permettono di riporre i vestiti senza dover fare buchi nei muri.

David Wahl, designer di uno dei pezzi, riassume la filosofia del progetto: “Questo tavolo non è una semplice soluzione temporanea. È stato progettato per essere presente in diverse fasi della vita, che si tratti del primo appartamento, di una casa di famiglia o persino di una casa di riposo”.

L’importanza emotiva degli oggetti

Mentre Ikea rivoluziona il design dei mobili per adattarsi alla vita moderna, Matteo Bussola, scrittore e illustratore, esplora il legame emotivo che le persone hanno con i propri oggetti. Nel suo ultimo libro, Bussola racconta storie di oggetti quotidiani che tengono insieme le biografie, gli incontri, gli amori e gli strappi delle nostre vite.

“Ci sono circostanze in cui le fratture non sono ricomponibili, e i cocci restano cocci e basta”, sottolineando come gli oggetti possano contenere la chiave per riparare un ricordo o un pezzo di vita. Il signor Pi, protagonista del romanzo di Bussola, è un raccoglitore di umanità che acquista oggetti usati per rivenderli a qualcuno che possa dar loro un supplemento di vita.

Bussola riflette sull’importanza di non sottovalutare il valore sentimentale degli oggetti, anche in un’epoca in cui la società ha fretta di usare e poi gettare via. “Perché gli oggetti, che passano tutta la vita o gran parte della vita con noi, non dovrebbero mantenere una specie di nostra impronta emotiva?”, si chiede Bussola.

In un mondo in cui il design si adatta alla mobilità e alla praticità, è importante non dimenticare il legame emotivo che ci unisce agli oggetti che ci circondano. La collezione Kompishäng di Ikea e il romanzo di Matteo Bussola ci ricordano che gli oggetti possono essere sia funzionali che portatori di memoria e significato.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.