Il cemento e la ceramica sono tornati protagonisti negli interni di quest’anno, soprattutto negli ingressi dove la luce gioca un ruolo di definizione spaziale. Le proposte di ottobre 2026 mostrano come questi materiali possano dialogare con elementi tradizionali, creando atmosfere sofisticate ma accoglienti. Per illustrare questi concetti, analizziamo due casi emblematici: la villa norvegese progettata da Sverre Fehn e un appartamento d’epoca ristrutturato a Bologna dall’architetto Pierluigi Molteni.
Villa Holme: geometria scolpita nella roccia
Immersa a Holmsbu, a un’ora a sud di Oslo, la Villa Holme si erge ai margini di una scogliera di granito rosso. Progettata nel 1997 da Sverre Fehn vincitore del Pritzker, la casa è un quadrato perfetto ruotato in diagonale che si incastra nella parete di roccia, sfruttando il cemento per le sue fondamenta e la ceramica per finiture resistenti al clima marino. Una terrazza coperta, inserita tra l’edificio e la roccia, funge da zona living all’aperto, protetta dalla brezza costiera. L’interno si svela gradualmente, culminando in uno studio triangolare a doppia altezza, orientato verso la scogliera e illuminato da ampie vetrate che catturano la luce naturale.
Restauro fedele alla filosofia originale
Nel 2024 il restauro, affidato a Henrik Hille ha mantenuto intatta la geometria la luce e gli arredi originali disegnati da Fehn. Le pareti sono rimaste bianche, accentuando il contrasto con il rosso della roccia, mentre le superfici in cemento continuano a fungere da ancoraggio strutturale. L’uso di materiali naturali e la disposizione degli spazi conferiscono alla villa una sensazione di continuità tra interno ed esterno, dimostrando come la luce possa valorizzare anche le forme più geometriche.
Bologna: un palazzo d’epoca reinterpretato in chiave vintage
Nel cuore del centro storico di Bologna un antico palazzo ospita l’appartamento di Pierluigi Molteni architetto e collezionista d’arte. L’unità, di circa 260 mq, conserva pavimenti originali, porte con profili dorati e elementi strutturali dell’epoca, ma è stata completamente rivisitata con un’estetica vintage–moderna. Il corridoio di sette metri con una libreria industriale alta tre metri, funge da spina dorsale, collegando lo studio, la sala da pranzo e le zone notte. Il mix di cemento grezzo nella zona living e ceramica nei bagni rende omogenea la transizione tra vecchio e nuovo.
Scelte cromatiche e arredi a misura d’epoca
Molteni ha optato per palette sobrie: toni latte macchiato alle pareti, nero per il tavolo da pranzo vintage e legno per le sedie, creando un equilibrio visivo senza contrasti aggressivi. Le poltroncine in midollino, affiancate a una moderna Sitar di Saba Italia dimostrano come mobili contemporanei possano coesistere con pezzi d’epoca. Nella zona conversazione, i soffitti più bassi, recuperati dai sottotetti, aggiungono intimità, mentre il grande tappeto blu richiama le tonalità marine della Villa Holme, chiudendo un ciclo di ispirazione tra i due progetti.
Entrambe le dimore mostrano come cementoceramica e luce possano essere interpretati in chiave moderna, rispettando al contempo la storia del luogo. Che si tratti di una casa arroccata su una scogliera norvegese o di un palazzo del XVIII secolo a Bologna, la capacità di fondere materiali industriali con tocchi vintage rappresenta una tendenza consolidata per chi desidera un design senza tempo.



