Salta al contenuto
19 Maggio 2026

Casafika a Roncadelle: il nuovo spazio che unisce magazzino e galleria

Casafika apre a Roncadelle in uno spazio di 1.200 mq: un progetto nato dalla pratica, cresciuto senza rinunciare all'identità e orientato a preservare il valore del tempo nei mobili.

Casafika a Roncadelle: il nuovo spazio che unisce magazzino e galleria

In pochi anni un’idea nata in un garage è diventata una realtà riconosciuta nel mercato europeo del design: Casafika ha inaugurato un nuovo spazio di 1.200 mq a Via Enrico Fermi 14 a Roncadelle, vicino al punto di partenza della storia del progetto. La scelta del luogo è simbolica: non solo uno spostamento logistico, ma la chiusura di un cerchio fisico e affettivo che parte da una tettoia, passa per una cascina ristrutturata a Brescia e arriva a uno spazio industriale ripensato per accogliere laboratorio, magazzino e galleria.

Lo spazio è stato ricreato per ospitare funzioni diverse: dall’esposizione al laboratorio di restauro, dalla tappezzeria al deposito logistico. Ogni area è organizzata per valorizzare i pezzi, con scaffalature che mostrano mobili scandinavi selezionati, e un allestimento che racconta la scala del progetto. Qui il restauro non è un vezzo estetico ma una pratica costante che tiene insieme ricerca, logistica e rapporto con fornitori e clienti.

Un percorso nato dalla pratica quotidiana

La genesi di Casafika non è frutto di un’analisi di mercato ma del lavoro quotidiano di chi selezionava e restaurava per passione. La fondatrice Daphni Dall’Olio ha iniziato con un furgone e mobili danesi impilati in casa; il primo viaggio in Svezia e Danimarca risale al 2026, anno della fondazione ufficiale, e da allora la crescita è stata progressiva, guidata da necessità pratiche: lo spazio aumentava quando gli uffici iniziavano a funzionare da magazzino. Questo approccio si riflette ancora nella selezione dei pezzi e nel modo in cui vengono trattati.

Il valore della selezione e del progetto

La scelta dei pezzi segue un principio semplice: proporre ciò che emoziona. Per questo Casafika privilegia i mobili con identità riconoscibile e provenienza documentata, puntando su firme del Novecento nordico per qualità e coerenza formale. Il mercato tende a normalizzare gli oggetti, ma qui il valore è legato alla storia che ogni pezzo porta con sé, e non a una neutralizzazione estetica che cancellerebbe tracce e vissuto.

Un restauro che conserva la storia

Il metodo adottato è il restauro conservativo, con l’intento di lasciare leggibile il tempo passato e di rispettare la patina come elemento di valore. L’uso del termine patina non è retorico: è la traccia materiale di decenni di vita, segno di progettazione e manifattura. In un’epoca che spesso preferisce riportare gli oggetti a uno stato neutro, questa posizione culturale distingue la proposta e giustifica l’attenzione per i pezzi firmati.

Perché la patina non si cancella

Per Casafika la patina è parte della narrazione del mobile: ogni graffio, ogni usura racconta chi lo ha costruito e chi lo ha utilizzato. Il restauro intende restituire funzionalità e integrità senza annullare il tempo: una dichiarazione utile in un mercato che valorizza sempre di più l’autenticità e la storia degli oggetti.

Espansione, mercati e comunità

La crescita è stata misurabile: oggi Casafika vende oltre mille mobili all’anno in più di venti nazioni, con un deposito logistico a Malmö che ottimizza i flussi dalla Svezia e dalla Danimarca. Il mercato americano conta per una quota significativa, così come il Nord Europa; complessivamente il 55% delle vendite avviene fuori dall’Italia. Tuttavia il peso del 45% interno è rilevante perché racconta il lavoro svolto per costruire in Italia una familiarità con il design scandinavo del Novecento.

La prima vendita online, un sideboard spedito a Roma, ha svelato un mercato più vasto di quello immaginato e ha dato il via a una diffusione graduale ma costante. Dietro questi numeri c’è anche un lavoro editoriale fatto di fotografia, parole e racconti che hanno trasformato la presenza digitale in desiderio reale.

Uno spazio aperto alla comunità

Ogni ultimo sabato del mese il nuovo spazio ospita il Magazzino Aperto, un appuntamento che mette in contatto diretto il team e chi segue il progetto online, con visite da tutto il Nord e il Centro Italia. Toccare una seduta originale degli anni Sessanta, capire proporzioni, materiali e costruzione, è un passo importante per chi arreda: un’esperienza che il digitale non sostituisce.

Dietro Casafika c’è una squadra di oltre dieci persone che contribuiscono a trasformare una passione individuale in un progetto collettivo: nomi come Tiziana, Andrea, Celeste, Beatrice, Giulia, Javed, Giorgia, Eno, Camilla e Khurram sono parte integrante della storia e del trasferimento di competenze. Il nuovo spazio non è solo magazzino operativo, ma un presidio culturale che tutela mestieri come la tappezzeria e la lavorazione del legno.

La direzione è ambiziosa: diventare un punto di riferimento europeo per gli arredi firmati del Novecento mantenendo, però, l’identità di partenza. Il risultato finora mostra che è possibile crescere senza perdere la sensibilità che ha reso riconoscibile il progetto fin dal primo viaggio in furgone.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.