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6 Agosto 2026

Arredi storici di Casa Savoia tornano a Monza dopo un secolo

Dopo un secolo di assenza, tredici preziosi arredi di Casa Savoia fanno ritorno alla Villa Reale di Monza, rimettendo insieme un patrimonio storico disperso.

Arredi storici di Casa Savoia tornano a Monza dopo un secolo

Dopo un viaggio durato un secolo, tredici preziosi arredi appartenuti alla Villa Reale di Monza sono finalmente tornati nella loro sede originaria. Questi capolavori, dispersi negli anni Venti, hanno attraversato la Manica e arredato saloni diplomatici a Londra prima di fare ritorno in Italia nel luglio del 2026.

Tra i pezzi più significativi, spicca un tavolo in stile Luigi XVI scolpito e dorato, con il piano in marmo nero. Un tempo collocato nella Sala del Trono il tavolo è stato accompagnato nel suo viaggio di ritorno da sedie, poltroncine, una dormeuse e un busto di Giuseppe Garibaldi dello scultore Ercole Rosa.

La storia degli arredi dispersi

La vicenda di questi arredi risale al 1900 anno dell’assassinio di Umberto I a Monza. Dopo questo tragico evento, Casa Savoia voltò le spalle alla villa. La regina Margherita fece portare al Quirinale gli oggetti a lei più cari, dando inizio a un lento svuotamento della Reggia. L’atto finale arrivò con la cessione della dimora al Demanio alla fine della Prima guerra mondiale quando gli arredi furono utilizzati per arredare ambasciate e consolati.

I tredici pezzi in questione viaggiarono per il Regno Unito intorno al 1926 assegnati all’ambasciata italiana. Negli ultimi decenni si trovavano all’Istituto Italiano di Cultura nella sede storica di Belgrave Square. Il loro ritorno è stato reso possibile grazie alle targhette e contrassegni degli antichi inventari sabaudi, che hanno permesso di riconoscere l’origine monzese degli arredi.

La Villa Reale di Monza: un capolavoro del neoclassicismo

La Villa Reale di Monza è un capolavoro del neoclassicismo italiano nata nel Settecento durante la dominazione austriaca. L’idea fu della stessa imperatrice Maria Teresa d’Asburgo che la volle come residenza estiva per la corte del figlio Ferdinando governatore della Lombardia austriaca. La scelta ricadde su Monza, quasi a suggellare il legame tra la capitale imperiale e Milano.

L’architetto Giuseppe Piermarini lo stesso che progettò la Scala di Milano ricevette l’incarico nel 1777 e completò l’edificio in appena tre anni. Per i giardini, curatissimi, servì qualche stagione in più. La villa è imponente: settecento stanze e ventiduemila metri quadrati.

Con Napoleone la villa divenne residenza reale, scelta dal viceré Eugenio di Beauharnais come sua dimora. E reale restò a lungo, anche dopo l’Unità d’Italia quando ci abitarono i Savoia. Fino al 1900 l’anno del regicidio, che chiuse per sempre questa storia.

Il restauro e le visite alla Reggia

Dopo decenni di incuria e competenze divise tra troppi enti, per il grande restauro bisognò aspettare il 2012. Due anni di lavori, e nel 2014 la Reggia riaprì le porte. Oggi è possibile visitare gli appartamenti di Umberto I e Margherita di Savoia che conservano ancora parte degli arredi originali, insieme alle sale di rappresentanza e agli ambienti allestiti a fine Ottocento per ospiti illustri, dall’imperatore di Germania Guglielmo II al futuro Vittorio Emanuele III.

Il ritorno di questi arredi storici rappresenta un passo fondamentale per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La Villa Reale di Monza, con i suoi tesori ritrovati, continua a raccontare la storia di un’epoca, offrendo ai visitatori un’esperienza unica nel suo genere.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.