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17 Settembre 2026

Proteste dei medici e richieste di vera partecipazione nelle Case della Comunità

Le Case della Comunità suscitano polemiche: sindacati spingono per una vera partecipazione, i medici protestano contro obblighi poco chiari, e gli organi di controllo chiedono dati di efficacia.

Proteste dei medici e richieste di vera partecipazione nelle Case della Comunità

Il DM 77/2022 ha avviato una trasformazione radicale della sanità territoriale italiana, immaginando le Case della Comunità come poli di prossimità dove cittadino, paziente e operatore si incontrano. La visione di Agenas prevede un percorso che parte dall’informazione capillare, passa per la co-progettazione dei servizi e arriva all’empowerment del paziente, con la creazione di tavoli civici per valutare l’impatto delle scelte.

Il Segretario nazionale di UGL Salute, Gianluca Giuliano, ha accolto con entusiasmo il documento di indirizzo, sottolineando che una Casa della Comunità che non dialoga con il territorio è destinata a diventare «un altro poliambulatorio con una nuova targa sulla porta». Il sindacato avverte, però, che l’entusiasmo non deve trasformarsi in un semplice esercizio burocratico: servono investimenti strutturali, formazione specifica e organismi stabili all’interno delle strutture per garantire continuità alla voce dei cittadini.

Il documento Agenas e la posizione di UGL Salute

Nel discorso di Giuliano emerge l’esigenza di spostare il paziente dal ruolo di semplice fruitore a quello di protagonista attivo. Co-progettazioneempowerment e tavoli civici sono i pilastri indicati per una rete socio-sanitaria più equa. Tuttavia, il sindacato evidenzia tre ostacoli concreti: la carenza cronica di personale, il divario digitale tra regioni e il rischio che la partecipazione rimanga una formalità “sulla carta”. Per superare questi limiti, UGL propone investimenti su risorse umane, percorsi formativi dedicati e la costituzione di organismi di partecipazione permanenti.

Le proteste dei medici di famiglia in Umbria

Il 15 settembre 2026 i medici di medicina generale hanno scesosi in piazza a Milano, in occasione della manifestazione nazionale dei camici bianchi. La sigla sindacale SMI ha indetto uno sciopero di due giorni contro l’obbligo di dedicare almeno sei ore settimanali alle Case della Comunità. Secondo il sindacato, il ruolo delle nuove strutture è ancora poco definito e l’imposizione di ore aggiuntive rappresenta un aggravio per i medici, sottraendo tempo prezioso alla cura dei pazienti.

Il SMI ribadisce di non essere contrario al concetto di Casa della Comunità, ma di chiedere una revisione complessiva della medicina territoriale. Le proposte avanzate includono la volontarietà dell’impiego e la creazione di due realtà mediche parallele, in modo da preservare la continuità assistenziale e la conoscenza della storia clinica dei pazienti. Inoltre, i manifestanti hanno denunciato la precarietà dei contratti per i giovani medici, caratterizzati da turni massacranti senza adeguate tutele.

Misurare l’effettività: dati e prospettive per le Case della Comunità

Il Ministero della Salute ha comunicato il 29 luglio 2026 il raggiungimento del target europeo di 1.038 Case della Comunità operative, con una programmazione nazionale che supera le 1.400 strutture. Tuttavia, la semplice operatività secondo gli standard minimi del PNRR non equivale ancora a una rivoluzione territoriale. Agenas monitora la reale erogazione dei servizi regione per regione, evidenziando che le strutture più operative sono quelle inserite in contesti già dotati di forte organizzazione territoriale.

Il nuovo interrogativo riguarda il “cosa” anziché il “quante”. Si chiedono dati su: numero di cittadini presi in carico, cronici seguiti proattivamente, accessi evitabili al Pronto Soccorso intercettati, e prestazioni risolte sul territorio. Parallelamente, per gli Ospedali di Comunità si richiedono indicatori su ricoveri, durata media della degenza e impatto sulla liberazione di letti ospedalieri. Solo con queste metriche sarà possibile valutare se il modello introdotto dal DM 77/2022 migliora realmente la vita dei cittadini e la sostenibilità del SSN.

Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.