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29 Giugno 2026

Progetto DIY Parents: indagine europea su manualità, sostenibilità e mediazione digitale

Una campagna europea cerca il contributo di genitori, educatori e professionisti del benessere per mappare come la manualità e la tecnologia convivono nelle case e per guidare nuovi moduli formativi pratici e gratuiti.

Progetto DIY Parents: indagine europea su manualità, sostenibilità e mediazione digitale

Il consorzio internazionale dietro il Progetto DIY Parents ha avviato una campagna di raccolta dati pensata per comprendere come le famiglie europee combinano attività manuali e strumenti digitali nell’educazione domestica. L’iniziativa vuole raccogliere elementi concreti su abitudini quotidiane, ostacoli al coinvolgimento pratico e temi di apprendimento che interessano sia i genitori sia chi lavora con i bambini. I contributi raccolti serviranno a progettare moduli formativi gratuiti, tarati sui bisogni rilevati.

Rispondere è semplice e anonimo: il lavoro di ricerca si basa su tre questionari distinti, pensati per tre profili diversi, ognuno accessibile online. Le domande adottano scale di valutazione rapide e mirate per ridurre il tempo di compilazione e aumentare la qualità delle risposte. In questo modo il progetto mira a raccogliere dati utili sia per orientare la progettazione didattica sia per sostenere politiche locali e comunitarie sul tema della sostenibilità e della mediazione digitale.

Lancio della campagna DIY Parents e obiettivi concreti

La campagna di raccolta dati è stata concepita con l’intento di ottenere una fotografia reale delle pratiche domestiche legate al fai-da-te educativo. L’obiettivo principale è mappare non solo le attività creative delle famiglie, ma anche le barriere che impediscono di intraprendere questi percorsi: mancanza di tempo, carenza di materiali adeguati, o dubbi sull’uso della tecnologia in presenza dei minori. I risultati attesi guideranno la creazione di materiali formativi che supportino la diffusione di competenze pratiche mirate a rigenerare oggetti come giocattoli e abiti, riducendo così l’impatto ambientale quotidiano attraverso una logica di economia circolare.

Finalità e impatto sulle politiche locali

Tra le finalità dichiarate c’è anche la volontà di promuovere il concetto di diritto alla riparazione come leva educativa e ambientale. Promuovere abilità manuali nelle famiglie può tradursi in una minore domanda di prodotti nuovi e in una maggiore autonomia domestica. Inoltre, i dati aiuteranno a comprendere come integrare la mediazione digitale genitoriale nei percorsi formativi, offrendo strumenti per un uso più sicuro e significativo dei dispositivi tecnologici in contesti familiari.

Struttura dei questionari e profili coinvolti nella ricerca

Per garantire una visione completa, il team del progetto ha predisposto tre moduli anonimi online, ognuno rivolto a un gruppo specifico: genitori e figure familiari, educatori e formatori attivi in laboratori, e professionisti del supporto familiare e del benessere infantile. Ogni questionario è pensato per indagare aspetti complementari: le abitudini quotidiane e le difficoltà pratiche, le esigenze di chi progetta percorsi formativi per adulti, e la prospettiva relazionale e psicologica di chi lavora con le famiglie.

Indicazioni pratiche per la partecipazione

Ogni modulo richiede pochi minuti per la compilazione e utilizza scale di risposta da 1 a 5 per facilitare la standardizzazione delle informazioni raccolte. Il progetto invita i partecipanti a scegliere il profilo che meglio li rappresenta e a completare il questionario corrispondente: i contributi individuali sono anonimi ma estremamente preziosi per delineare esigenze reali e concrete. Questo approccio consente di costruire una base di dati comparabile su scala nazionale ed europea.

Temi chiave: sostenibilità, riparazione e mediazione digitale

I questionari approfondiscono temi dal forte impatto pratico e politico. Il primo è la sostenibilità ambientale declinata come promozione della riparazione di oggetti quotidiani e come incentivo alla pratica del rigenerare giocattoli e vestiti. In secondo luogo, l’analisi si concentra sulla mediazione digitale genitoriale ovvero sulle strategie che gli adulti adottano per accompagnare i bambini nell’uso della tecnologia, riducendo rischi e valorizzando opportunità educative. Questi ambiti sono centrali per progettare interventi formativi che rispondano a esigenze reali e misurabili.

I dati raccolti su scala italiana ed europea costituiranno la base per lo sviluppo dei futuri moduli didattici del progetto. Grazie alla partecipazione di cittadini e professionisti sarà possibile creare strumenti pratici, gratuiti e calibrati sui bisogni emersi, favorendo percorsi di apprendimento che uniscano manualità creatività e un uso consapevole delle tecnologie.

Autore

Valentina Mariani

Valentina Mariani, veronese, concepì una mini-collezione di arredi dopo un allestimento al Teatro Romano: oggi produce contenuti di stile per spazi domestici. In redazione favorisce estetiche minimaliste e porta sempre una campionatura di tessuti che testimonia scelte cromatiche personali e professionali.