Negli anni settanta il bicarbonato di sodio era principalmente una soluzione per pulire le pareti del frigorifero. Solo due anni dopo, grazie a una famosa campagna pubblicitaria del 1972, la confezione gialla iniziò a riposare dentro il frigorifero accanto al burro, convinta a proteggere gli alimenti dagli odori sgradevoli. In tre anni le vendite crebbero del 72%, dispensando l’idea che una semplice ciotola potesse neutralizzare i profumi sgradevoli.
Oggi quel rimedio casalingo è ancora consigliato dalle nonne, ma la scienza ne ha valutato l’efficacia reale. Il bicarbonato di sodio è una base debole: reagisce con gli acidi formando sali, acqua e anidride carbonica, composti praticamente inodori. Questo meccanismo è efficace su odori generati da acidi, come quelli rilasciati da latte inacidito o cibi in salamoia, ma fallisce contro le ammine, come la trimetilammina presente nel pesce marcito.
Test di laboratorio: cosa dicono i numeri
Uno studio del 2020 condotto dal World Institute of Kimchi a Gwangju (Corea del Sud) ha messo alla prova il bicarbonato su un modello di odore acido. Un grammo di bicarbonato inserito in sacchetti da cinque litri contenenti acido acetico ha rimosso il 31% dell’odore in mezz’ora e l’86% dopo due ore e mezza. Lo stesso esperimento con carbone attivo ha superato il 99,9% di riduzione già nei primi trenta minuti.
Valutazione sensoriale
Quindici assaggiatori hanno valutato l’odore di kimchi su una scala da 0 a 9. Con bicarbonato e con carbone, il punteggio è sceso da 5,5 a meno di 3, confermando una diminuzione percepibile, anche se non totale.
Un altro esperimento, svolto presso l’Universiti Sains Malaysia, ha posizionato 50 g di bicarbonato sul fondo di un contenitore da otto litri, dove erano stati depositati un chilo di scarti di mensa per una settimana. L’odore è stato ridotto di circa il 70%, dimostrando che la polvere è più efficace quando è vicina alla fonte di emissione.
Prove in condizioni realistiche di frigorifero
America’s Test Kitchen ha replicato la situazione domestica inserendo contenitori sigillati di latte acido, formaggio e pesce avariato accanto a una ciotola di bicarbonato. I risultati sono risultati inconcludenti: i giudici non hanno percepito una differenza netta, e la scorsa citazione di Robert Wolke, chimico esperto, sottolinea come sia improbabile che le molecole acide attraversino l’intero volume del frigo per reagire con il bicarbonato.
Un test più lungo, della durata di un mese, ha riempito due mini-frigoriferi con cipolle tritate, kimchi, parmigiano e tonno in scatola. Uno conteneva una tazza di bicarbonato, l’altro una tazza di carbone attivo. Tutti gli assaggiatori hanno classificato l’odore del frigorifero con carbone come molto più lieve, confermando la superiorità del carbone per ambienti chiusi.
Come utilizzare al meglio il bicarbonato in frigo
Il bicarbonato non sostituisce la pulizia regolare. Se la fonte dell’odore è ancora presente, la polvere non può neutralizzarla. È consigliabile usare un contenitore largo e poco profondo, così che la superficie della polvere sia a diretto contatto con l’aria; la ciotola tradizionale con apertura stretta limita l’efficacia. Il ricambio deve avvenire con cadenza regolare, come indicato dal produttore.
Per eliminare aromi persistenti su taglieri o superfici interne, la ricetta più efficace consiste in una pasta di un cucchiaio di bicarbonato mescolato a un cucchiaino d’acqua. Applicare la pasta, strofinare e risciacquare rimuove gli odori di aglio e cipolla più ostinati. Per gli odori che si radicano nelle fessure del frigorifero, è preferibile posizionare carbone attivo in un contenitore aperto sul fondo, vicino alla ventola di ricircolo.



