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A Roma, nel quartiere EUR, un padiglione che per anni ha ospitato gli uffici della NATO è stato restituito alla città grazie al progetto dello studio IT’S. L’operazione ha trasformato un immobile a lungo inutilizzato nella nuova sede romana di Microsoft, combinando il recupero della fisionomia originaria con soluzioni contemporanee. Il lavoro ha posto al centro la relazione con il contesto razionalista, salvaguardando materiali, ritmi modulare e proporzioni, e reinterpretandoli con una nuova pelle trasparente e sistemi ambientali avanzati.
Il progetto ha assunto scelte formali e tecniche misurate per dialogare con il paesaggio urbano: la facciata è stata ripensata in chiave vetrata con aggetti orizzontali che creano un gioco di luci e ombre, mentre al piano terra la vecchia piastra del piano terra inizialmente destinata a parcheggio è stata trasformata in un giardino pensile accessibile e polifunzionale. L’intervento ha privilegiato inoltre l’apertura degli spazi e la ventilazione naturale, aspetti chiave per ottenere alti livelli di comfort indoor e performance energetiche.
Rigenerazione e rapporto con il contesto
La lettura del manufatto esistente è stata affidata a un concetto di rigenerazione che conserva l’identità storica: il progetto mantiene il linguaggio modulare tipico dell’EUR e lo traduce attraverso sistemi contemporanei. Sono state rispettate le proporzioni originarie e i fronti dialogano con gli edifici pubblici circostanti. Allo stesso tempo si sono introdotti elementi che attivano la vita urbana, riconnettendo l’edificio con le vie pedonali e creando spazi di sosta e incontro pensati per una fruizione collettiva.
Facciata e dettagli tecnici
La nuova pelle è interamente vetrata e scandita da un ritmo modulare: al piano terra le specchiature presentano un passo dei montanti costante di 1.660 millimetri, mentre ai piani superiori il passo è di 2.015 millimetri. Verticalmente ogni specchiatura è suddivisa in tre parti, con pannelli opachi inferiori di 500 millimetri, una sottofinestra di 1.050 millimetri e una parte apribile a sporgere di 2.215 millimetri. Tra i piani una pensilina marcapiano sporgente, sostenuta da una sottostruttura integrata, definisce il taglio orizzontale del prospetto.
Attivazione dello spazio urbano
La trasformazione della piastra del piano terra in giardino pensile ha ridefinito la percezione dell’intero isolato: vasche con alberature, percorsi pedonali, una cavea per eventi e una caffetteria rendono lo spazio multifunzionale e permeabile. Sono stati creati nuovi accessi che collegano la quota della piastra al piano stradale, eliminando le barriere architettoniche e favorendo l’interazione tra edificio e città. L’obiettivo è stato restituire un piano vivo, dove lavoro e relazione pubblica si integrano.
Sostenibilità e innovazione impiantistica
Le scelte impiantistiche hanno puntato a ridurre l’impronta energetica e migliorare il comfort: la copertura del padiglione ospita un impianto fotovoltaico integrato con potenza installata di 17 kW, mentre sull’edificio retrostante è stato integrato un ulteriore impianto da 44 kW. La configurazione degli spazi con una pianta libera e l’integrazione di moduli apribili in facciata garantiscono la ventilazione naturale trasversale, contribuendo a ridurre il carico energetico per il raffrescamento e il riscaldamento. Il padiglione ha ottenuto la certificazione LEED PLATINUM.
Risultati energetici e comfort
L’approccio integrato tra involucro, impianti rinnovabili e strategie passive ha permesso di alzare gli standard di efficienza: l’intervento non solo produce energia elettrica, ma migliora la qualità ambientale interna tramite ventilazione naturale e controllo solare. L’uso di elementi riflettenti sulla copertura dell’edificio retrostante amplifica la luce utile e riduce l’assorbimento termico, mentre le soluzioni impiantistiche sono state dimensionate per assicurare prestazioni certificate e durature.
Spazi interni, flessibilità e interventi sull’edificio retrostante
Gli interni seguono il principio del piano libero: la distribuzione è stata svuotata da partizioni rigide per favorire spazi adattabili e riconfigurabili. Il nucleo centrale contiene i servizi e la distribuzione verticale, lasciando libera la superficie per configurazioni lavorative diverse nel tempo. Tra gli altri interventi è stata ridisegnata la copertura dell’edificio adiacente, trattando la superficie visibile con materiali riflettenti e integrando un impianto fotovoltaico coerente con la strategia complessiva di sostenibilità. L’intervento sull’isolato ha interessato una superficie di intervento di 1.800 mq e aree esterne per 2.800 mq, con cronologia di progetto 2026 – 2026.
Il lavoro è stato promosso da Kervis SGR e diretto dallo studio IT’S con Marta Nardone come project director; il team ha coinvolto professionalità quali Genia Ingegneria, Paolo Fioretti Industrial & Fire Engineer, OSA Architettura e Paesaggio e altri specialisti per strutture, impianti, prevenzione incendi e certificazione LEED. Il progetto dimostra come la rigenerazione urbana possa coniugare valore storico, vivibilità e innovazione tecnologica, restituendo alla città un pezzo della sua memoria trasformato in risorsa contemporanea.

