Come Vincenzo Schettini unisce esperimenti pratici, polemiche sulla cultura e appuntamenti pubblici

Vincenzo Schettini propone un metodo curioso per aprire il vino senza cavatappi, risponde alle critiche sulla cultura a pagamento e sarà in Valle Camonica il 25/02/2026 per due incontri aperti al pubblico

Aprire una bottiglia di vino senza cavatappi può trasformarsi in un’occasione per imparare qualcosa di nuovo: è il messaggio che arriva dal divulgatore Vincenzo Schettini, noto come La fisica che ci piace, che il 21/02/ha condiviso un semplice ma efficace esperimento per stappare il vino sfruttando principi fisici di base. La questione però non si è fermata al solo trucco: nelle stesse giornate il professore è finito al centro di una discussione pubblica dopo aver sostenuto che la cultura a pagamento può avere senso, e ha poi annunciato una serie di incontri divulgativi in Valle Camonica.

Questo articolo ricostruisce i tre filoni principali: il metodo pratico per aprire le bottiglie, la polemica sorta dopo dichiarazioni sul valore economico dei contenuti culturali e gli eventi previsti per il 25/02/. L’obiettivo è offrire una visione chiara e completa, mantenendo il rigore dei fatti e spiegando i concetti con un linguaggio accessibile.

Il trucco per stappare il vino: fisica applicata alla vita quotidiana

Molti metodi per aprire una bottiglia senza cavatappi si basano su principi meccanici o pressioni differenziali; quello proposto da Schettini sfrutta concetti semplici della fisica che possiamo osservare nella vita di tutti i giorni. In poche parole, usando un oggetto resistente per creare una forza diretta sul tappo oppure sfruttando differenze di pressione, è possibile far uscire il tappo senza danneggiare la bottiglia.

Un esperimento alla portata di tutti

La praticità del metodo sta nella reperibilità degli strumenti: un indumento spesso, un filo robusto o una superficie piana possono servire per imprimere la forza necessaria. Nel video condiviso il 21/02/, Schettini mostra passo dopo passo come applicare la forza in modo controllato, sottolineando l’importanza di evitare comportamenti pericolosi e di non forzare il vetro. Il messaggio è semplice: la conoscenza scientifica disinnesca l’ansia da imprevisto e trasforma un piccolo problema in un esercizio di ragionamento.

La polemica sulla cultura a pagamento: difendere il valore del lavoro intellettuale

Parallela al video pratico è scoppiata una discussione sul ruolo economico della cultura dopo le dichiarazioni del professore in un podcast che hanno suscitato reazioni contrastanti. Schettini ha sostenuto che non tutti i contenuti culturali devono essere gratuiti e che, quando un format o un metodo è efficace, è legittimo che diventi un prodotto a pagamento. Questa posizione ha generato critiche, accuse di classismo e discussioni accese sui social.

Chiarezza e differenze: scuola, cultura e professione

Nella sua risposta pubblica il divulgatore ha distinto nettamente tra l’accesso all’istruzione, che in quanto diritto deve restare pubblico e gratuito, e l’offerta culturale che può includere libri, musei e spettacoli, spesso gestiti con modelli economici diversi. Ha inoltre ricordato che chi produce contenuti è un professionista: insegnanti e divulgatori investono tempo e competenze e hanno il diritto di valorizzare il proprio lavoro. Schettini ha posto l’accento sulla necessità di un dibattito civile, invitando a chiedere spiegazioni piuttosto che insultare i singoli.

Gli incontri in Valle Camonica: portare la fisica fuori dall’aula

Oltre ai contenuti digitali e alle polemiche, l’attività sul territorio conferma l’impegno del divulgatore a rendere la scienza accessibile. Schettini sarà protagonista di due appuntamenti inseriti nel festival “Leggere… lascia il segno!”: il primo incontro si terrà il mattino del 25/02/al Cinema Giardino di Breno e sarà dedicato agli studenti delle classi quinte del Liceo C. Golgi; il secondo è aperto al pubblico la sera del 25/02/presso la Sala 500 del Centro Congressi di Darfo Boario Terme.

Questi appuntamenti, gratuiti e realizzati con il sostegno di enti locali e partner, vogliono essere un ponte tra rigore scientifico e linguaggi appetibili per i giovani, mostrando come la divulgazione possa stimolare curiosità e pensiero critico senza rinunciare alla qualità.

Un progetto culturale diffuso

Il festival sottolinea l’importanza di una rete territoriale di biblioteche e iniziative culturali: portare autori e divulgatori nei piccoli centri significa riconoscere la vitalità del pubblico giovane e offrire strumenti per crescere. Il lavoro di Schettini è interpretato come esempio di come la scienza possa essere raccontata in modo coinvolgente, con un equilibrio tra rigore, semplicità espositiva e capacità di coinvolgere chi non ha una formazione specialistica.

Più che una contraddizione, si tratta di un campo di confronto su cosa significhi oggi fare divulgazione e su come riconoscerne il valore.

Scritto da AiAdhubMedia

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