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24 Luglio 2026

Come quattro creativi trasformano la tavola in un’opera d’arte

Dai mercatini vintage alle ispirazioni d'altri tempi, scopri come quattro creativi trasformano la tavola in un'opera d'arte

Come quattro creativi trasformano la tavola in un'opera d'arte

La tavola imbandita è molto più di un semplice spazio per mangiare: è un palcoscenico dove la creatività si esprime attraverso oggetti, colori e dettagli. Quattro personalità uniche, Aliroska Adams, Gigi Vezzola, Cecilia Fiorini e Giuseppe Sperandio, condividono le loro storie e tecniche per trasformare ogni cena in un’esperienza memorabile.

Ogni elemento, dalla tovaglia ai centrotavola, racconta una storia e riflette la personalità di chi imbandisce la tavola. Questi quattro creativi ci mostrano come la mise en place possa diventare un gesto di accoglienza, un esercizio di bellezza e un linguaggio personale che sorprende gli ospiti ben prima dell’arrivo del primo piatto.

Aliroska Adams: la magia della creatività quotidiana

Aliroska Adams, arrivata a Milano 25 anni fa per i suoi studi, ha trasformato la sua passione per la mise en place in un’arte. Durante la pandemia, quando non poteva più ricevere ospiti, ha iniziato a creare tavole imbandite per la sua famiglia, abbinando piatti e bicchieri in combinazioni sempre nuove. “Stiravo tutto e abbinavo piatti e bicchieri ideando ogni giorno nuove combinazioni”, racconta.

Oltre alle tavole per la sua famiglia, Aliroska ha iniziato a lavorare con hotel, ristoranti ed eventi di noti brand. “Abbino piatti di Ginori a tovagliette colombiane in paglia intrecciata. I sottobicchieri originali li uso come piattino per il pane”, spiega. Una delle sue creazioni più originali è un centrotavola fatto con forme di verza ben aperte e fiori di aglio, un esempio di come anche gli oggetti più semplici possano diventare opere d’arte.

Gigi Vezzola: l’occhio allenato alla bellezza

Gigi Vezzola, designer e docente di moda, ha collezionato pezzi unici in giro per il mondo. Per lui, l’arte del ricevere è sacra e porta questa passione nei suoi pranzi del weekend e in ritrovi internazionali. “Un libro che amo è quello dedicato all’art de la table di Valentino Garavani. Fece le tavole più belle del mondo”, confida.

Gigi ha un occhio allenato per i dettagli: alla fiera del vintage di Belgioioso individua tovaglie uniche, mentre all’asta ha conquistato bicchieri in cristallo dorato di Tiffany & Co. appartenuti alla stilista Krizia. “I bicchieri d’argento mantengono freschi acqua e vino. L’oro? Solo a Natale”, aggiunge. Le sue tavole, con servizi Buccellati e fiori, ricordano i set di Luchino Visconti.

Cecilia Fiorini: oggetti unici e ispirazioni d’altri tempi

Cecilia Fiorini, romana di nascita e parigina d’adozione, ha ereditato la passione per la tavola imbandita dalla nonna. “Decorare la tavola per gli altri è un gesto d’amore”, afferma. Cecilia predilige gli oggetti d’altri tempi, che interpreta con il suo tocco personale. “Prediligo gli oggetti d’altri tempi, so di averli solo io e li interpreto con il mio tocco”, spiega.

Nei mercatini parigini, Cecilia trova tesori unici come tovaglioli francesi con monogrammi e scatole laccate acquistate in Giappone. “Sistemo scatole laccate acquistate in Giappone, porta-anelli in giada ottocenteschi, corolle sistemate tra vasetti in smalto o vetri colorati”, racconta. Le sue tavole sono un mix di colori e texture, con un occhio di riguardo per la verticalità, anche sui tavoli più ridotti.

Giuseppe Sperandio: emozioni e ricordi d’infanzia

Giuseppe Sperandio, dopo trent’anni nella moda, ha ritrovato la sua passione per la tavola imbandita. “Da bambino sognavo tavole imbandite in grandi castelli, descritte nelle fiabe della mamma”, ricorda. Oggi, a Milano, crea tavole ispirate ai film e ai ricordi d’infanzia. “Anche da responsabile delle pubbliche relazioni esprimevo questa passione tra pranzi e cene dei marchi per cui lavoravo”, confida.

Giuseppe punta sull’effetto sorpresa e sulle emozioni. “Adelaide Acerbi Astori, fondatrice di Driade, mi suggerì di mettere una candela davanti a ogni donna”, racconta. Le sue tavole sono massimaliste, ma create con la gioia di un bambino che vuole solo stare bene con i suoi amici. “Marta Marzotto organizzava ricche cene a Cortina con semplicità”, aggiunge, sottolineando l’importanza del padrone di casa.

Autore

Valentina Mariani

Valentina Mariani, veronese, concepì una mini-collezione di arredi dopo un allestimento al Teatro Romano: oggi produce contenuti di stile per spazi domestici. In redazione favorisce estetiche minimaliste e porta sempre una campionatura di tessuti che testimonia scelte cromatiche personali e professionali.