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Nascosta tra le colline della Scania, la casa progettata e ristrutturata da Toyine Sellers racconta una storia personale fatta di spostamenti, memoria familiare e cura del dettaglio. Originaria del Sudafrica e cresciuta tra diversi continenti, la designer ha scelto di restare in Svezia per la sua luce e il rapporto con il paesaggio marittimo, trasformando un’abitazione del 1925 in un ambiente che unisce Swedish Grace e sensibilità globale.
Il progetto è volutamente rispettoso: ogni intervento ha mirato a valorizzare l’esistente e a recuperare materiali originali. La casa conserva porte e finestre che, pur non essendo perfette dal punto di vista energetico, funzionano come autentici elementi di carattere. La presenza di una kachelofe in maiolica è stata preservata per il suo valore estetico e funzionale, restituendo alla dimora un calore autentico e una storia da toccare con mano.
Restauro e anima dell’abitazione
Il lavoro di rinnovamento è iniziato dalla rimozione di strati sovrapposti di carta da parati e vernice: un processo che ha restituito superfici originali e un pavimento in pino che è stato sverniciato e sbiancato. Qui la progettazione ha privilegiato il recupero piuttosto che la sostituzione, ricercando un equilibrio tra il comfort moderno e il fascino del passato. In cucina le aperture sono state ampliate per riflettere cambiamenti funzionali nella vita domestica: oggi gli spazi non sono progettati come aree di servizio separate, ma come luoghi vivi e condivisi.
Materiali, dettagli e praticità
L’uso di materiali naturali e tecniche tradizionali è evidente: il pavimento trattato con acqua per ottenere un effetto tipicamente scandinavo, le maniglie originali e gli infissi conservati per il loro valore estetico. L’abitazione presenta anche una loggia protetta dal vento, concepita come un piccolo bozzolo affacciato sul paesaggio, dove la sensazione di rifugio si sposa con l’estetica sobria della casa.
Palette cromatica e atmosfera
La scelta dei colori è uno dei tratti distintivi dell’intervento: niente bianco neutro per Toyine, ma tinte calibrate che modulano l’umore di ogni ambiente. Il soggiorno è tinteggiato in verde oliva, mentre la sala da pranzo accoglie un grigio morbido; lo studio e alcune camere ricevono sfumature di malva, dal più cupo al pesca, e la camera degli ospiti vira verso un grigio-blu. Questa sequenza cromatica crea una lettura coerente degli spazi e accompagna il visitatore attraverso una narrazione visiva crescente.
Effetti materiali in cucina
La cucina fonde pareti in effetto cemento con basi in alluminio e pensili color corda; piani e isola sono in terrazzo grezzo, un accento materico che dialoga con la praticità contemporanea. L’insieme è un esempio di come un IKEA hack possa essere elevato tramite elementi di qualità, come le ante e le maniglie fornite da Superfront, per ottenere un risultato personale e durevole.
Oggetti, viaggi e sostenibilità
Lo studio della designer è un archivio di memorie: una scrivania austriaca ereditata dal nonno convive con arazzi fatti a mano, copricapi cerimoniali dalla Nigeria e pezzi trovati in Brasile e Africa. Le ceramiche di Gertrud Båge popolano la cucina e le pareti, con trentadue piatti ciascuno decorato e corredato da ricette sul retro, a testimoniare l’unione tra funzione e racconto. Questi oggetti guidano la palette dell’intera casa e mostrano come il collezionismo consapevole possa arricchire un interno.
Un’altra dimensione del progetto è la sostenibilità creativa: le lampade a sospensione sono realizzate con coni di tintura riciclati nel contesto del lavoro tessile di Toyine, un uso originale di materiali che oggi è soggetto a normative più stringenti. Questo approccio dimostra come il riuso e l’upcycling possano diventare strumenti di design, non solo estetici ma etici, capaci di conferire personalità e significato agli oggetti quotidiani.
Un equilibrio personale nel vivere la casa
La casa di Toyine è un laboratorio di stile dove il vintage e il contemporaneo convivono senza forzature: un daybed visto in una fiera come Paris Deco Off è stato ricollocato davanti alla finestra, mentre sedie in palissandro e un tavolo svedese personalizzato testimoniano l’amore per i pezzi ben fatti. La designer confessa di essere maniacalmente attenta all’armonia visiva: medita ogni mattina, osserva i colori e sposta gli oggetti finché non trova il punto di equilibrio. È un modo di abitare che mette l’estetica al servizio della serenità quotidiana.

