Sostituire le finestre di casa può ridurre i consumi energetici e, in molti casi, fruttare importanti risparmi fiscali. In questo articolo spieghiamo in modo chiaro quando è possibile ottenere l’ecobonus o il bonus ristrutturazione, quali sono i limiti di spesa e quali adempimenti formali vanno rispettati per non perdere la detrazione.
Quali agevolazioni si possono utilizzare
Per l’acquisto e l’installazione di nuovi serramenti esistono due percorsi principali: l’ecobonus, rivolto agli interventi che migliorano l’efficienza energetica, e il bonus ristrutturazione, che copre lavori di recupero del patrimonio edilizio. Entrambe le agevolazioni sono applicabili in base a specifiche condizioni tecniche e amministrative e, fino al 31 dicembre 2026, prevedono aliquote più favorevoli per la prima casa rispetto alle seconde. Dal 2027 e dal 2028 sono previste riduzioni delle aliquote e dei massimali: è quindi importante valutare la tempistica dei lavori prima di decidere quale strada adottare.
Percentuali e massimali
Attualmente l’ecobonus e il bonus ristrutturazione possono riconoscere detrazioni che, a seconda dei casi, arrivano al 50% o al 36% (aliquote valide fino al 31 dicembre 2026). Per il 2026 il tetto di spesa citato per alcune fattispecie è di 96.000 euro, mentre per altri interventi e normative interne si fa riferimento a differenti massimali (ad esempio un limite di spesa di 60.000 euro per specifiche tipologie di intervento legate all’efficienza energetica). Dal 2027 e dal 2028 le percentuali e i massimali verranno modificati: la prima casa vedrà aliquote ridotte e dal 2028 è prevista un’unica aliquota al 30% e un tetto di spesa inferiore.
Requisiti tecnici: la trasmittanza termica e i serramenti
Per poter accedere all’ecobonus è necessario che i nuovi infissi rispettino i requisiti di trasmittanza termica indicati dalla normativa. La trasmittanza termica (U) misura il flusso di calore che attraversa una superficie e si esprime in W/m2K. Per le finestre il valore complessivo (Uw) deriva dalla combinazione della trasmittanza del telaio (Uf), della vetrata (Ug) e della trasmittanza lineare dovuta al distanziatore (Ψg).
Valori indicativi di riferimento
Un buon serramento ha Uw attorno a 1,3 W/m²K; valori prossimi a 0,8 W/m²K sono considerati ottimali. A influire sul risultato concorrono lo spessore dei vetri, il numero di camere del profilo e il materiale del telaio. I limiti precisi di trasmittanza richiesti per accedere all’agevolazione derivano dai decreti ministeriali vigenti e devono essere verificati caso per caso con il tecnico abilitato.
Modalità di pagamento e documentazione necessaria
Per fruire della detrazione è obbligatorio pagare con il bonifico bancario o postale parlante. La causale deve contenere la dicitura prevista per gli interventi di riqualificazione energetica: “Bonifico relativo a lavori di riqualificazione energetica che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 1, commi 344-347, legge 296/2006”. Nel bonifico vanno inoltre indicati il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale dell’impresa beneficiaria.
Se il bonifico è compilato male
Se la causale o i dati sono incompleti la banca o Poste Italiane potrebbero non applicare la ritenuta d’acconto e la spesa rischia di non essere riconosciuta. La soluzione più semplice è ripetere il pagamento con un bonifico corretto. In alternativa si può ottenere dalla ditta una dichiarazione sostitutiva che attesti la corretta registrazione della somma nella contabilità aziendale: questo documento va conservato per eventuali controlli.
Documenti da produrre e conservare
Per l’ecobonus sono necessari una serie di documenti tecnici e amministrativi: l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato, l’attestato di certificazione energetica e la scheda informativa sugli interventi realizzati. Entro 90 giorni dal termine dei lavori va trasmessa telematicamente all’ENEA la documentazione prevista (attestato APE e scheda informativa Allegato E o F, secondo il decreto).
Documenti da conservare
Tra i documenti da tenere a disposizione: la scheda descrittiva dell’intervento con il codice CPID rilasciato dall’ENEA, le asseverazioni sui requisiti tecnici e i valori di trasmittanza, le schede tecniche e la marcatura CE dei prodotti, le fatture e le ricevute dei bonifici. Queste carte sono fondamentali per dimostrare il diritto alla detrazione in sede di dichiarazione dei redditi o in caso di verifiche.
Scegliere tra ecobonus e bonus ristrutturazione
La scelta tra le due agevolazioni dipende dalla natura dell’intervento, dall’entità della spesa e dalle formalità che si è disposti a sostenere. L’ecobonus premia gli interventi che migliorano l’efficienza energetica ma richiede valutazioni tecniche e invii all’ENEA; il bonus ristrutturazione può essere applicato anche quando la sostituzione rientra in una manutenzione straordinaria (ad esempio cambi di materiale, forma o apertura) e in certi casi dà accesso anche al bonus mobili.
Ogni situazione è unica: per scegliere la soluzione fiscalmente più vantaggiosa è consigliabile confrontarsi con un tecnico qualificato o con il proprio commercialista, così da valutare tempi, costi e obblighi documentali prima di avviare i lavori.
